Valore stimato della concessione del servizio di ristorazione: normativa, giurisprudenza. Con modello richiesta da scaricare

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Le stazioni appaltanti, nel momento in cui avviano una procedura di aggiudicazione, devono indicare il valore della concessione, essendo esso un dato fondamentale per consentire ai concorrenti di presentare un’offerta economica seria e consapevole.
Analizziamo, dunque, il dato normativo e le interpretazioni fornite dalla giurisprudenza; alla fine, rendiamo disponibile un modello editabile per richiedere alla Ditta uscente il valore del venduto, realizzato durante la vigenza della concessione.

La normativa di riferimento

L’art. 167 del D.Lgs. n. 50/16 stabilisce al primo comma che “il valore di una concessione, ai fini di cui all’art. 35, è costituito dal fatturato totale del concessionario generato per tutta la durata del contratto, al netto dell’IVA, stimato dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore, quale corrispettivo dei lavori e dei servizi oggetto della concessione, nonché per le forniture accessorie a tali lavori e servizi”.

La stima de quo va effettuata dall’amministrazione – prosegue il comma secondo – o “al momento dell’invio del bando di concessione” o, in mancanza di bando, al momento in cui viene avviata “la procedura di aggiudicazione della concessione”.

Come si determina tale valore?

Il comma quarto dell’art. 167, D.Lgs. n. 50/16, sottolinea che il valore stimato della concessione deve essere calcolato “secondo un metodo oggettivo, specificato nei documenti della concessione”, potendo enti ed amministrazioni tenere conto di una serie di elementi, elencati dal medesimo comma. In particolare, il valore complessivo della concessione del servizio di ristorazione nelle istituzioni scolastiche, secondo anche quanto riportato nel Quaderno n. 2 del MI, comprenderà:

  • per il servizio bar, l’importo totale pagabile, desumibile da dati come il “prodotto tra il valore numerico dell’utenza media giornaliera del servizio, il prezzo medio di un prodotto offerto al bar, il numero di giorni lavorativi annui e il numero di anni”;
  • per il servizio di distribuzione automatica, l’importo totale pagabile, desunto da elementi quali “il prodotto tra il valore numerico relativo all’utenza media giornaliera del servizio, il prezzo medio di un prodotto oggetto di distribuzione automatica, il numero di giorni lavorativi annui e il numero di anni”;
  • l’importo del contributo eventualmente previsto a carico della stazione appaltante.

Nella nozione di “importo totale pagabile”come affermato dall’AVCP con Determinazione n. 9 del 22-12-2010 – “è sicuramente da ricomprendere il flusso dei corrispettivi pagati dagli utenti per i servizi in concessione. Infatti, non essendovi un prezzo pagato dalla stazione appaltante, ma solo quello versato dagli utenti, sarà quest’ultimo a costituire parte integrante dell’importo totale pagabile.

Inoltre, le istituzioni scolastiche potranno individuare, quali valori posti a base di gara:

  • il canone mensile/annuale, che il concessionario dovrà corrispondere per l’utilizzo dei locali destinati alla gestione del servizio;
  • i prezzi unitari relativi ai singoli prodotti offerti nell’ambito del servizio bar/distribuzione automatica, secondo le grammature minime che dovranno essere indicate nella documentazione di gara;

Pareri ANAC e pronunce della giurisprudenza

La giurisprudenza si è più volte espressa sull’argomento, stante, da un lato, la complessità della materia, dall’altro, la non sempre chiara documentazione di gara predisposta dalle amministrazioni (ricordiamo che al Quaderno n. 2 del MI è allegata un’Appendice – qui il link – con tutti i modelli occorrenti per approntare una procedura tecnicamente corretta).

Lapalissiane, in merito, sono le determinazioni cui giunge il Tar Campania per il quale “costituisce munus irremissibilmente gravante in capo alla stazione appaltante quello di foggiare ex ante un quadro precettivo chiaro e stabile idoneo a governare de futuro l’azione dei concorrenti, o aspiranti tali, orientandone la voluntas negoziale, sulla opportunità di partecipazione (an) e, poi, in sede di formulazione della offerta (quomodo e quantum)”.

Anche il Consiglio di Stato è intervenuto sul tema, affermando che l’esatta determinazione del valore dell’affidamento “è essenziale per poter fornire una corretta informazione agli operatori economici potenzialmente interessati a prestare il servizio”, asserendo, altresì, che “il valore della concessione non può essere computato con riferimento al c.d. “ristorno”, e cioè al costo della concessione, che è un elemento del tutto eventuale, ma deve essere calcolato sulla base del fatturato generato dal consumo dei prodotti da parte degli utenti del servizio”.

Altre pronunce hanno palesato un vero e proprio vizio del bando, qualora lo stesso manifesti l’assenza di un riferimento al valore di concessione, la cui indicazione “è essenziale ed obbligatoria per garantire al partecipante alla procedura la possibilità di formulare la propria offerta nella più completa conoscenza dei dati economici del servizio da svolgere”. (TAR Campania 2017).

Infine, anche l’ANAC, pronunciandosi sulla questione, ha affermato che “la ratio legis perseguita dalla norma consiste nel garantire che il valore della concessione sia correlato al complesso degli introiti che possono essere ricavati, sotto qualsiasi forma, dal concessionario e che nell’intenzione legislativa la corretta determinazione del valore del contratto non solo rileva ai fini della disciplina applicabile, ma intende altresì consentire agli operatori economici la possibilità di formulare un’offerta economica più consapevole”.

Modello di richiesta valore concessione

Come detto all’inizio, forniamo di seguito un modello editabile per richiedere al concessionario uscente elementi circa il valore del fatturato realizzato durante la vigenza del contratto di concessione.

Tale dato sarà fondamentale per la predisposizione della successiva procedura negoziale ed andrà riportato, insieme agli altri elementi utilizzati per la stima, nei documenti di gara.

Richiesta valore concessione

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