Valditara vuole revisionare le indicazioni nazionali, i sindacati chiedono chiarezza e prudenza: quelle in vigore non sono superate

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La Commissione di studio incaricata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di revisionare le indicazioni nazionali per la scuola del primo e secondo ciclo, ha convocato pochi giorni fa le organizzazioni per un primo confronto.

L’incontro voleva mettere la parola start ad un percorso di condivisione che sin da subito la Commissione ha chiesto ai sindacati, chiamati a formulare proposte dalla stessa Commissione.

Nelle loro audizioni le organizzazioni sindacali hanno espresso già diversi punti di vista su tale revisione delle indicazioni nazionali, ma allo stesso tempo hanno manifestato le loro perplessità e contrarietà ad un’azione così delicata.

La FLC CGIL parte dal fatto che “la revisione delle Indicazioni Nazionali e delle Linee Guida, seppure a distanza di dodici anni alla loro entrata in vigore non rappresenta un tabù, dovrebbe comunque essere determinata dalla rilevazione di eventuali criticità, a partire da un preventivo confronto e coinvolgimento con il personale della scuola, che ha sperimentato “sul campo” quei documenti e quelle elaborazioni, trasformandoli in progettualità e azione educativo-didattica“.

Per questo motivo, per il sindacato guidato da Gianna Fracassi, “l’idea di uno stravolgimento delle Indicazioni nazionali e delle Linee guida relative al primo e secondo ciclo di istruzione ci trova assolutamente contrari, poiché si tratta di documenti ancora profondamente attuali e rispondenti ai bisogni formativi delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, in quanto attraversati dal paradigma della complessità, che li rende adeguati ai tempi, alle difficoltà e alle opportunità che le nuove generazioni si troveranno ad affrontare, coniugando logiche anche contrapposte”.

Secondo la FLC CGIL, sarebbe necessario un “incontro urgente con il ministro Valditara, con il Capo Dipartimento dott.ssa Carmela Palumbo e con il Direttore Generale per gli ordinamenti dott. Fabrizio Manca, per un confronto sulle problematiche politiche e organizzative sottese alla revisione delle indicazioni Nazionali”.

Posizione simile ma più moderata espressa dalla Cisl Scuola, che ritiene indispensabile il confronto, avvertendo però che “questo può svolgersi in modo proficuo solo se sono note ed esplicite le intenzioni del Ministero rispetto a ciò che delle Indicazioni nazionali ritiene di dover integrare o modificare, intenzioni che al momento si possono desumere solo da anticipazioni raccolte sugli organi di informazione ma mai formalizzate in puntuali proposte“.

Si parte dunque dalla posizione espressa dalla segretaria generale CISL Scuola Ivana Barbacci, che ha chiaramente mostrato “la convinzione che le attuali Indicazioni, già oggetto di una rivisitazione con i “nuovi scenari” del 2018, rappresentino tuttora un documento apprezzato e pedagogicamente attuale”.

Dunque, per la Cisl Scuola bisognerebbe “aggiornare, insomma, non stravolgere: questo l’invito rivolto alla Commissione, con l’auspicio che sia valorizzato in questo frangente il protagonismo delle scuole, coinvolgendole e sostenendole nel processo di implementazione delle Indicazioni, di monitoraggio e di proposta di eventuali integrazioni o aggiornamenti, nell’ottica di favorire processi di innovazione costante in relazione diretta col lavoro dei docenti, evitando che questi siano costretti a confrontarsi continuamente con direttive “calate dall’alto”.

L’Anief nel suo intervento ha elencato diversi punti principali su cui bisogna intervenire a suo modo di vedere. Tuttavia, il presidente Marcello Pacifico, ha messo in guardia affermando che “non siamo contrari a un aggiornamento delle indicazioni nazionali, ma non bisogna dimenticare che la scuola è un sistema complesso: tanti aspetti sono connessi tra loro e non possiamo tralasciarne nessuno se vogliamo degli insegnanti motivati, preparati, attenti alle specificità degli studenti e dei gruppi di cui si prendono cura, è un indispensabile fattore di qualità per la costruzione di un ambiente educativo accogliente, sicuro, ben organizzato”.

Il piano Valditara

Arte e musica possono avere sempre più spazio nei nostri programmi scolastici, per questo ho chiesto ad un gruppo di pedagogisti di riflettere sulle nuove indicazioni nazionali. Credo che sin dalle scuole Primarie dovremmo dare uno spazio importante a queste materie”, ha detto il Ministro Valditara recentemente commentando proprio l’istituzione della Commissione per la revisione delle indicazioni nazionali.

Nel corso di una interrogazione in Commissione Cultura alla Camera, la sottosegretaria Paola Frassinetti ha detto“I lavori della commissione saranno aperti e partecipativi, coinvolgendo tutte le componenti del sistema scolastico, in particolare associazioni professionali, consulte degli studenti, società scientifiche e sindacati. Saranno inoltre costituite sottocommissioni di esperti disciplinari e docenti, rappresentative di tutte le sensibilità presenti nel mondo della scuola”, aggiunge.

“Tengo a precisare che, contrariamente a quanto affermato, la riforma non riguarderà le materie scientifiche, poiché il Ministero ha già emanato linee guida per le discipline STEM a ottobre scorso. Posso quindi assicurare che il Ministero promuoverà un ampio dibattito e garantirà la massima partecipazione di tutti gli attori coinvolti. La commissione avrà il compito cruciale di sintetizzare tutti i contributi ricevuti”, ha concluso.

In realtà alcune perplessità esposte dai sindacati erano state sollevate poche settimane fa anche ha detto Irene Manzi, deputata del partito democratico: “Avremmo voluto conoscerne le motivazioni, i compiti assegnati ad una commissione con una composizione parziale, le modalità di coinvolgimento dell’intero mondo della scuola”, dice la dem.

Eppure di fronte alle nostre richieste il ministero ha fornito informazioni generiche e non esaustive, senza dare elementi in merito alle scelte compiute. Solo un generico rinvio al ripristino della centralità dei saperi e della loro forza educativa. Un po’ poco riteniamo per una scelta- presa senza una ponderata e articolata valutazione sul contenuto delle attuali Linee guida- che rischia di colpire al cuore il valore della scuola dell’autonomia”, ha aggiunto.

Le attuali indicazioni nazionali scuola

Le attuali indicazioni nazionali, valide dal 2012, sono state elaborate sotto la guida del Ministro Francesco Profumo e vide fra gli esperti che collaborano alla redazione personaggi del calibro di Giancarlo Cerini ed Eraldo Affinati.

La squadra di esperti era guidata da Mauro Ceruti e Italo Fiorin, rispettivamente Presidente e Coordinatore della Commissione incaricata.

LE INDICAZIONI NAZIONALI 2012

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