Valditara: “Docenti per seguire i ragazzi in difficoltà e valorizzare chi ha talento. E gli insegnanti saranno consiglieri delle famiglie”

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Il nuovo ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara annuncia in un’intervista a La Repubblica il suo piano per la scuola.

“Nonostante i ritardi del governo precedente, faremo il provvedimento legato al Pnrr nei tempi. Io proporrò un cambio di paradigma. Cito due dati drammatici. Secondo una indagine di Bankitalia in Italia l’ascensore sociale si è bloccato dal ’75 e oggi siamo ai livelli del 2000. Unioncamere rileva poi 1,2 milioni di posti di lavoro non coperti per mancanza di figure professionali adeguate e che il 45% delle imprese non trovano le competenze di cui hanno bisogno”. 

Istruzione tecnica e professionale più vicina alle imprese

“La scuola deve formare innanzitutto la persona e consentire a ogni studente di realizzarsi nella vita che si tratti di studi liceali o tecnico-professionali. Il lavoro è un mezzo per la formazione della persona. – aggiunge Valditara – L’istruzione tecnica e professionale deve offrire profili che corrispondano sempre più alle propensioni dei ragazzi e alle richieste delle imprese. Qui la sinistra non ha mai avuto la lucidità nel prendere atto che non siamo tutti uguali. Avevo un amico che andava male in matematica, ma sapeva costruire fioriere bellissime con gli pneumatici. I bravi professori formati adeguatamente sanno fare in modo che il ragazzo sia valorizzato quando non ha la capacità di un ragionamento astratto, ma una grande intelligenza concreta”.

Piattaforma nazionale per l’orientamento

In merito all’orientamento Valditara spiega che “costruiremo una piattaforma nazionale per orientare le famiglie e gli studenti. Scriverò a breve a chi ha figli in terza media indicando i dati che devono conoscere per poter fare scelte consapevoli per non bruciare possibilità di successo lavorativo dei figli. Darò loro informazioni concrete sui fabbisogni del territorio in cui vivono, sulle prospettive occupazionali e retributive che ogni indirizzo scolastico offre. Per esempio, devono sapere che chi va al liceo e poi non finisce l’università avrà potenzialità occupazionali e retributive inferiori a chi esce da un tecnico e professionale. E poi insisterò sulla formazione dei docenti all’orientamento affinché diventino consiglieri delle famiglie. Tocca loro tirar fuori il meglio da ogni studente: fissate le competenze minime, la loro realizzazione nella vita dipende dalla valorizzazione dei loro talenti che si può perseguire con una didattica personalizzata. Per potenziarla dobbiamo riflettere sulla opportunità di introdurre in ogni istituto la figura di docente tutor”.

Il prof tutor dovrà seguire da vicino i ragazzi in difficoltà

Il prof tutor dovrà “seguire più da vicino i ragazzi in difficoltà e valorizzare chi è molto bravo e sta stretto nel programma, anche al di fuori dell’orario di lezione durante l’anno e nei periodi di sospensione delle lezioni. Adesso sono le famiglie più abbienti a pagare le lezioni private o corsi aggiuntivi. È compito dello Stato farlo”.

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