Valditara: “Prima il libro di testo, la scrittura e poi il tablet”. Ma c’è il problema dei rincari

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Il libro deve tornare ad essere al centro delle attività didattiche secondo il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Lo ha detto durante la XXII edizione della rassegna Direzione Nord. In quell’occasione il ministro ha dichiarato: “Non concepisco una didattica fatta sul cellulare che ha effetti molto negativi sul bambino, sulla sua concentrazione, creatività e ci sono tanti studi su questo”.

Valditara ha poi ribadito l’importanza del tablet come strumento didattico, già presente nelle scuole primarie, ma ha sottolineato la differenza con il cellulare, definito dannoso per i bambini, anche a livello psicologico, creando dipendenza: “Il web è un grande oceano dove alla fine ci si perde, certamente ritornare all’importanza del libro, della scrittura, poi dopo c’è il tablet, è importante. Il tablet c’è in tutte le scuole primarie, ma non il cellulare. Il cellulare crea danni nel bambino piccolo, anche a livello psicologico, crea anche una dipendenza psichica”.

Andando nello specifico, non è la prima volta che Valditara si schiera a favore del libro cartaceo: “La centralità del libro mi appare, e non è un paradosso, indiscutibile in un momento in cui l’intelligenza artificiale e il digitale svolgono un ruolo sempre più importante, che naturalmente auspico sia adeguatamente valorizzato e governato” aveva detto in occasione della giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

Il problema dei rincari

Posto che alla primaria si usano i tablet, un eventuale ritorno “massiccio” dei libri cartacei, potrebbe non piacere ai genitori.

Infatti, come sappiamo, negli ultimi anni, oltre all’incremento del famoso corredo scolastico, quindi i materiali come zaini e quaderni, i rincari hanno colpito anche i libri di testo, osserva QuiFinanza.it.

Rispetto all’anno scolastico 2022-2023, infatti, si sono registrati incrementi dei costi del 2% per le scuole superiori e addirittura del 10% per le scuole medie.

Inoltre, per l’anno scolastico 2023-2024 si è stimato che per ogni studente sono stati spesi in media 502 euro solo per l’acquisto dei libri, ma con variazioni a seconda del grado scolastico.

Per gli studenti delle superiori, per esempio, per l’acquisto dei libri di testo più quattro dizionari il costo è lievitato a ben 695 euro, per le medie invece 488 euro circa.

Tuttavia, nonostante gli evidenti rincari, tutto rimane sotto l’inflazione: in base ai dati dell’Associazione italiana editori (AIE), per i testi della scuola secondaria di primo grado è pari al 3,04%, per quelli della scuola secondaria di secondo grado al 3,42% rispetto l’anno precedente.

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