Valditara possibile Capo Dipartimento Università. Link: continuità con disastrosa riforma Gelmini

di redazione
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“Secondo alcune indiscrezioni pubblicate sul sito Roars.it, il nuovo Capo Dipartimento Università del MIUR sarà Giuseppe Valditara, esponente della Lega Nord, già Senatore di Alleanza Nazionale per tre legislature e figura chiave nell’approvazione della legge 240/2010 che ha messo in ginocchio l’Università pubblica, attraverso tagli netti agli Atenei e al diritto allo studio.

Gli effetti disastrosi della Riforma Gelmini sono gli stessi contro cui combattiamo ogni giorno: dalla diminuzione dei fondi, distribuiti su base premiale, al conseguente innalzamento della contribuzione studentesca, dalla precarizzazione di numerose figure all’interno dell’Università con il blocco del turn over, al calo degli iscritti e degli immatricolati con il rafforzamento del numero chiuso, all’ingresso massiccio dei privati nei Consigli di Amministrazione. ” dichiara Andrea Torti, coordinatore Link Coordinamento Universitario, che continua:

“Una personalità politica, quindi, in netta continuità con le politiche messe in campo negli ultimi anni a partire dalla Gelmini. Vogliamo chiedere al nuovo Governo quale tipo di cambiamento ha in mente, riproponendo una figura del genere. Se di cambiamento si vuole cominciare a parlare, un punto da cui partire è proprio quello di non procedere alla sua nomina. Non è accettabile, infatti, continuare verso la strada di un’università sempre più escludente e rispondente solo alle esigenze delle imprese.

“Chiediamo immediata chiarezza a questo Governo – conclude Andrea Torti, coordinatore Link Coordinamento Universitario – sulle priorità sulle quali vuole concentrarsi. Saremo pronti a mobilitarci in tutte le piazza italiane per invertire la rotta sulle politiche messe in atto negli ultimi anni: maggiori finanziamenti per il diritto allo studio, maggiori assunzioni e maggiori fondi sia per assicurare una didattica di qualità che un’università senza barriere. Non siamo più disposti alle briciole, ma vogliamo che le nostre università siano strumento per poter cambiare radicalmente il nostro Paese.”

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