Valditara: “La narrazione della storia nelle scuole non può dipendere dai commentatori della sinistra”. La lettera al Corriere della Sera

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Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha inviato una lettera al Corriere della Sera con alcune puntualizzazioni in merito alla nota inviata agli studenti in occasione della Giornata della Libertà, il 9 novembre scorso.

Pubblichiamo alcuni stralci rimandando, per l’originale, a questo link

“La circolare del Ministro è pienamente legittima dal punto di vista istituzionale. E infatti analoghe circolari sono state costantemente inviate in occasione di altri eventi considerati rilevanti dall’ordinamento italiano. Dunque il problema sarebbe solo di opportunità” […]. Francamente non si comprende se il pensiero di commentatori di sinistra debba vincolare l’attività di un ministro, qualificandola a piacimento come inopportuna. Più in generale sorge il dubbio che la narrazione della storia nelle nostre scuole debba dipendere dal giudizio dei citati commentatori di sinistra. Quanto al principio della libertà di insegnamento esso riguarda i contenuti, e i metodi delle lezioni, non tocca peraltro le indicazioni nazionali relative agli argomenti da trattare che sono da sempre di competenza del Ministero. Nel caso di specie, si tratta di una circolare, non certo di un atto autoritativo, con cui si invitava a discutere su una ricorrenza che la legge prevede. E la discussione è il sale della democrazia”.

[…] “Ci saranno in futuro occasioni importanti per invitare a discutere dell’antisemitismo e del nazifascismo. Sono previste due ricorrenze apposite: il 27 di gennaio e il 25 di aprile. Non si comprende semmai come proprio il riferimento al comunismo abbia scatenato polemiche così aspre. Ed è proprio qui la migliore risposta a chi critica l’opportunità della iniziativa: una scuola patrimonio comune della Nazione è innanzitutto una scuola che si riconosce in una trama di valori costituzionali, che sono, nell’Italia repubblicana, quelli di una liberaldemocrazia distante da ogni forma di totalitarismo sia esso fascista o comunista”.

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