Valditara incontra gli studenti, ma le associazioni sono insoddisfatte: “Così non va bene, ci ha dedicato solo un’ora”

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Incontro tra il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e le associazioni studentesche maggiormente rappresentative, ma agli studenti non basta.

“L’incontro di questa mattina non ci basta – esordisce Bianca Chiesa, coordinatrice nazionale dell’Unione Degli Studenti, sindacato studentesco – sono mesi che chiediamo al ministro la convocazione del Fast, anche a seguito delle sue dichiarazioni vergognose come quella dell’umiliazione come strumento formativo e dei servizi socialmente utili per gli studenti e le studentesse e la resa obbligatorie delle prove Invalsi per l’accesso all’esame di Stato”.

“Inoltre il ministro ci ha dedicato solo un’ora per illustrare la sua idea di scuola interrompendo l’incontro alle 11.30 senza nemmeno commentare le nostre proposte – continua – Promette inoltre di convocare il Fast a cadenza mensile, ma a noi le promesse non bastano, questi incontri hanno valore solo se luogo di confronto reale”.

“Non ha senso incontrare il ministro quando le decisioni sono state già prese – continua Alice Beccari, dell’esecutivo nazionale dell’Uds – il 18 novembre siamo scesi in piazza in più di 150mila in oltre 80 piazze del paese per rivendicare una scuola differente, pubblica e accessibile a tutti, e per essere ascoltati. In quell’occasione il ministro non si è presentato, voltando la faccia a chi ogni giorno lotta per un’istruzione migliore ed una vita dignitosa e pochi giorni dopo abbiamo ricevuto la notizia dello stanziamento di ulteriori 70 milioni di euro alle scuole private nella legge di bilancio. Ha oggi aggiunto che l’abbandono scolastico deriva da problemi legati all’orientamento, alla scuola servono investimenti reali perché possa essere davvero gratuita ed evitare quindi il primo motivo di dispersione scolastica legata in realtà alle condizioni materiali”.

“Questi incontri sono una presa in giro se non portano a risposte e soluzioni concrete di fronte all’enorme crisi educativa nella quale il nostro paese si trova da anni, che vede migliaia di studenti abbandonare la scuola per i costi troppo elevati o morire nelle fabbriche o suicidandosi per il troppo stress”, osserva ancora Bianca Chiesa.

“Non possiamo più stare a guardare; abbiamo consegnato al ministro il Manifesto della Scuola Pubblica, con le 5 proposte fondamentali per la riforma della stessa: legge nazionale sul diritto allo studio, abolizione dell’Alternanza Scuola Lavoro, garanzia del benessere psicologico, maggiore rappresentanza e un nuovo Statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti – conclude – Ci aspettiamo risposte concrete a proposte concrete, ma fino a quando non le avremo, continueremo a mobilitarci”.

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