Valditara: “I ragazzi non sanno più scrivere in corsivo, scrivono in stampatello. Carta e penna non possono scomparire”

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Un’iniezione di tradizione nel cuore dell’innovazione. Al convegno “La scuola artificiale – Età evolutiva ed evoluzione tecnologica”, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha lanciato un messaggio chiaro: la scuola del futuro non può prescindere da un ritorno alle basi.

Accanto all’annuncio di sperimentazioni con assistenti virtuali in classe, il Ministro ha ribadito la centralità del rapporto umano e la necessità di riscoprire strumenti didattici tradizionali, come il diario scolastico e la scrittura a mano.

“Ho disposto che per il prossimo anno scolastico e per gli anni successivi ritorni il diario”, ha affermato Valditara, “quel buon vecchio diario dove il bambino segna con la sua mano e con la penna cosa deve fare”. Un ritorno alle origini motivato dalla necessità di riabituare le nuove generazioni al rapporto fisico con la scrittura, un’abilità che – come sottolineato dal Ministro – rischia di perdersi a causa dell’uso eccessivo di strumenti digitali.

“Tutti gli psicologi e i pedagogisti più esperti lo dicono”, ha continuato Valditara, “e ormai è vox populi: dobbiamo riabituare i nostri ragazzi al rapporto con la penna e con la carta”. Un’esigenza condivisa anche a livello europeo, come testimoniato dallo stesso Ministro, che ha riportato le preoccupazioni di colleghi di altri Paesi.

Ma non si tratta solo di imparare a scrivere in corsivo. L’obiettivo di Valditara è più profondo: “Quando i vostri bimbi si stanno per addormentare, leggete loro un buon libro e non date in mano loro il cellulare”, ha detto rivolgendosi ai genitori. Un invito a riscoprire il piacere della lettura su carta, un’esperienza sensoriale completa che stimola la vista, l’olfatto, il tatto e l’udito in un modo che il digitale non può replicare.

Un appello accorato, quello del Ministro, che si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo della tecnologia nell’educazione. Se da un lato Valditara non ha esitato a promuovere l’innovazione, dall’altro ha voluto ribadire con forza l’importanza di preservare e valorizzare strumenti e metodi didattici tradizionali, essenziali per una formazione completa e per la crescita di individui consapevoli e creativi.

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