Valditara: “Gli insegnanti oggi vogliono risposte concrete, lo sciopero come strumento di lotta politica è un’idea superata”

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“Gli insegnanti oggi vogliono risposte concrete, sono interessati a quello che accade nei loro istituti, vogliono capire le strategie complessive che ispirano l’azione di chi governa”.

Sono le parole di Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, intervistata dal quotidiano Il Foglio.

Il Ministro prosegue la sua riflessione: “Docenti e personale scolastico si sono accorti che è stato appena chiuso un contratto importante che dà un aumento di 124 euro medi mensili e che ha anticipato a dicembre gli arretrati di stipendio per circa 2.400 euro in media a persona. E in un contesto difficile, che ha costretto il governo a investire ben 21 miliardi di euro sul caro bollette, siamo comunque riusciti ad aumentare di circa 1,8 miliardi in 3 anni le risorse per la scuola”.

Il punto di partenza dell’intervista è però di natura politico-sindacale, in cui Valditara riflette sullo strumento dello sciopero: “Penso sia cambiato qualcosa in profondità: lo sciopero come strumento di lotta politica non tira più. Non funziona più. Si è chiusa, o si sta chiudendo, un’epoca“.

Per questo motivo, secondo il Ministro, è “ora di avviare una stagione di confronto costruttivo, nella logica di quella grande alleanza fra docenti, studenti, famiglie, istituzioni, parti sociali che ho da subito auspicato”.

Il riferimento di Giuseppe Valditara è il recentissimo sciopero generale nella scuola del 12 e 16 dicembre 2022 proclamato dalla Cgil, che non è stato esaltante secondo il numero uno di Viale Trastevere: “Ora – spiega il ministro al “Foglio” – credo sia finita quell’idea antica, forse sessantottina, della scuola come luogo di militanza politica”.

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