Valditara boccia il docente stabilmente incentivato: “Dare qualche soldo in più dopo 9 anni non produce risultati. Serve task force di docenti per aiutare gli studenti d’estate o il pomeriggio”

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Valditara non approva il docente stabilmente incentivato, ovvero il docente esperto proposto dal Governo Draghi poi rinominato diversamente a causa delle polemiche. Il nuovo Ministro dell’Istruzione e del Merito non usa giri di parole per bocciare quella figura prevista dalla riforma del Pnrr.

Nel corso della lunga intervista ad Italia Oggi, Giuseppe Valditara spiega: “Francamente, dare qualche soldo in più dopo 9 anni di buoni risultati formativi a non oltre, a regime, il 5% dei docenti non credo produca grandi risultati. Mi pare più una riforma velleitaria per dire all’Europa che in qualche modo si è differenziato e premiato il merito. Ma il merito dei docenti, se mi concede il gioco di parole, è anzitutto quello di far emergere il merito dei ragazzi“.

Il nostro sistema scolastico – prosegue il Ministro – deve porsi come assoluta priorità quella di favorire l’emersione dei talenti di ciascuno, quindi penso piuttosto a docenti specificamente formati anche sotto il profilo pedagogico e psicologico che supportino il ragazzo, lo aiutino se ha difficoltà particolari ad affrontarle o se ha talenti particolari a svilupparli“.

Valditara, piuttosto, pensa ad “una task force di docenti esperti che sostengano gli studenti nel periodo estivo o nel pomeriggio, quando rischiassero di essere abbandonati a loro stessi: la Grande Alleanza che ho in mente fra docenti, ragazzi, famiglie e territorio non vive solo nell’orario strettamente scolastico, è piuttosto un modo di ripensare la società“.

Dobbiamo disegnare un sistema in cui formazione dei docenti e didattica sempre più personalizzata vadano a braccetto“, ha concluso.

Docente stabilmente incentivato

I docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili di cui al comma 1, nel limite del contingente previsto, possono essere stabilmente incentivati, nell’ambito di un sistema di progressione di carriera che a regime sarà precisato in sede di contrattazione collettiva, maturando il diritto ad un assegno annuale ad personam di importo pari a 5.650 euro che si somma al trattamento stipendiale in godimento.

Inoltre, ricordiamo che può accedere al beneficio un contingente di docenti non superiore a 8.000 unità per ciascuno degli anni scolastici 2032/2033, 2033/ 2034, 2034/2035 e 2035/2036.

Dunque in totale, le risorse previste sono calcolate per un massimo di 32 mila unità.

Così come non cambia il fatto che il docente stabilmente incentivato è tenuto a rimanere nella istituzione scolastica per almeno il triennio successivo al conseguimento del suddetto incentivo.

C’è però da porre attenzione anche ad un altro aspetto importante: La progressione economica del docente stabilmente incentivato sarà precisata a regime dalla contrattazione collettiva.

Dunque si apre di nuovo lo scenario di un ipotetico tavolo di confronto con i sindacati partendo però dal presupposto che il Ministro non è entusiasta di questo sistema.

E allora viene da pensare che quando si chiuderà definitivamente il contratto 2019-2021 e si dovrà pensare al successivo CCNL, il tema potrebbe diventare veramente importante.

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