15 anni di Anief, Pacifico: “Il Sindacato c’è, aspettiamo il doppio canale”. Valditara: “Col Ccnl 2022/24 faremo ulteriori passi avanti”

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“Il nuovo contratto della scuola, atteso da diversi anni, contiene miglioramenti significativi anche dal punto di vista economico: siamo consapevoli che si tratta di un primo passo e che dobbiamo pretendere, tutti insieme, altri passi nel prossimo contratto”, ma anche che nel Ccnl 2019/21 appena sottoscritto “vi sono novità positive per tutte le categorie e che vanno nella direzione dell’attenzione del personale”.

Lo ha detto oggi il ministro dell’istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in video collegamento con la Sala rossa di Palazzo Reale di Palermo, dove l’organizzazione sindacale Anief ha organizzato una giornata di studio dal titolo “Mim, Mur e Sindacato nella sfida del Pnrr”.

Valditara ha ricordato che “nell’ultimo periodo l’interesse degli italiani verso l’Istruzione è cresciuto in modo straordinario, in particolare nella direzione di dare centralità e autorevolezza agli insegnanti e ai lavoratori della scuola. L’obiettivo di tutti è ora riportare la cultura del rispetto nelle aule”. Di recente, ha spiegato, è stata messa “a disposizione dei docenti e del personale l’avvocatura di Stato: è stato deciso che laddove un lavoratore della scuola venga aggredito o minacciato lo Stato si costituirà parte civile. Lo Stato sta dalla parte dei docenti e di tutto il mondo della scuola. L’attenzione è anche l’avere varato la semplificazione del settore e l’assicurazione contro gli infortuni, superando ogni situazione discriminante”. A proposito dei dati Invalsi, “l’agenda del Sud darà un contributo importante per ridurre i gap di apprendimento, iniziando da 240 scuole”. Sull’importanza per la formazione delle tecnologie moderne, il ministro ha ricordato è innegabile, “però non deve mai essere messo mai in discussione il ruolo centrale del docente: le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale devono essere governate dai docenti. Perché la scuola guarda alla persona, alla comunità”.

Abbiamo cercato di portare la cultura del rispetto per i lavoratori della scuola anche dando più potere al Collegio dei docenti e sottolineato – ha aggiunto – come il voto di condotta debba essere valorizzato, come debba essere cambiata radicalmente la sospensione dalle lezioni: lo studente che ha commesso atti di bullismo deve essere aiutato a responsabilizzarsi, quindi per lui serve più scuola, anche con lavori socialmente utili per imparare il senso dello stare insieme, all’interno della comunità”. Secondo Valditara “dobbiamo ridare dignità al mondo del precariato, come per esempio dando l’opportunità ai precari di accedere alla Carta del docente oppure ricostruendo la carriera degli anni di supplenze. Anche questo è un primo passo. Infine, abbiamo un nuovo percorso di reclutamento utilizzando le risorse del Pnrr e raggiungendo risultati significativi”.

Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca ha fatto pervenire un messaggio, letto dal giornalista Salvo Intravaia: con questo governo, ha detto Bernini, abbiamo prodotto “investimenti importanti a partire dalla corretta pianificazione delle misure del Pnrr”. Abbiamo cercato di “non costruire castelli dalle pareti fragili” e “stiamo lavorando affinché le misure siano strumenti in grado di sostenere gli uomini e le donne che vogliono occuparsi di ricerca”. Ci stiamo occupando anche degli “studenti che vorranno fare ricerca domani: per loro abbiamo introdotto apposite borse di studio”. Sono stati quindi approvati dei finanziamenti anche alla Ricerca” e “stiamo portando a un potenziamento del percorso” verso strutture, come pure della Università. Il nostro piano “vuole coinvolgere quanti più ricercatori”, perché “saranno i giovani a costruire sulle fondamenta che stiamo gettando grazie ai fondi del Pnrr”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha ricordato che la nuova gestione “del Pnrr deriva del decreto legge 72/23, il quale “si interessa anche delle scuole, di formazione dei docenti, che è materia di contratto. Noi, come Anief, sosteniamo che formarsi è un dovere ma è anche un diritto: anche nel nuovo contratto c’è scritto, nero su bianco, che la formazione del personale deve svolgersi in orario di servizio o retribuita”. Sulla Carta del docente, Pacifico ha ricordato che “lo Stato ha risposto in seguito a ciò che Anief ha ottenuto in tribunale, riconoscendola ai docenti con contratto fino al 31 agosto. Ma per noi va data anche agli altri docenti precari”. A proposito del reclutamento, il sindacalista autonomo ha ricordato che la sua organizzazione “aspetta il doppio canale”. Sulla mobilità del personale, con il Ccnl 2019/21, ha proseguito, “abbiamo ottenuto delle cose importanti per quanto riguarda i vincoli: la genitorialità, per l’assistenza e altro”. Quindi, ha concluso, “il sindacato c’è: oggi festeggiamo i 15 anni di Anief, l’associazione sindacale fu fondata da nel 2008 da cinque persone a Palermo; adesso la sede nazionale, sita in via del Celso, nella stessa città, è costruita su basi puniche e conta quasi 54 mila iscritti”.

L’onorevole Gaetano Amato, del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato come sia presente “ancora un forte divario tra le scuole del Nord e quelle del Sud. Come ci sia ancora molto da fare, perché in alcune scuole disagiate i docenti sono anche ‘padri’ o ‘fratelli maggiori’, quindi hanno un ruolo importante”. Franco Cavallaro, segretario generale Cisal, ha sottolineato come “il giovane sindacato Anief in pochi anni abbia fatto cose grandiose, arrivando alla rappresentatività”. Giuseppe Pierro, nuovo direttore generale dell’USR di Sicilia, ha lodato “il lavoro del sindacato che spesso con il suo operato mette a conoscenza di fatti che vanno migliorati, importante la collaborazione”.

Klaus Heeger, segretario generale Cesi, si è soffermato su “lavoro e distribuzione della ricchezza, che sono in gioco: per i fondi del Pnrr – ha detto – dobbiamo fare in modo che siano impiegati nel migliore modo. Cisal e Anief sono sindacati inclusivi, poi come Cesi facciamo di tutto per unire i nostri sindacati. Siamo coinvolti nella realizzazione dei rispettivi piani nazionali, collaborando insieme. Come Cesi ammiriamo molto il lavoro di Anief e Cisal a livello nazionale: è un grande modello per gli altri sindacati in Italia e non solo”.

Maria Pia Bucchioni, responsabile Istruzione e Formazione di Azione, ha fatto notare come “il gap tra Nord e Sud sia visibile: la scuola è una questione seria, perché interessa sì i lavoratori della scuola, ma anche gli studenti sia come tali ma anche come futuri docenti o personale Ata”. Irene Manzi, responsabile Scuola Pd, ha sottolineato che “se si sta bene a scuola tale benessere coinvolge tutti, anche le famiglie. Non è possibile parlare di differenziazione quando all’interno della nazione abbiamo un grande divario tra le regioni, che sono inaccettabili e condizionano il futuro delle giovani generazioni”.

La senatrice Ella Bucalo, Fratelli d’Italia, ha riflettuto sull’operato del governo e sull’emendamento che apre alla stabilizzazione dei precari Afam: “quando la buona politica vuole si trova una strada per la condivisione e per andare oltre le questioni di partito. Bisogna eliminare la piaga del precariato, bisogna farlo a piccoli passi con emendamenti che portino al fine. Quello dei percorsi Iefp – ha aggiunto – è un tema che mi sta molto a cuore. Un emendamento importante è quello dell’organico aggiuntivo, richiesto moltissimo, poiché le segreterie sono in tilt. La scuola è fatta anche dal personale Ata, non dobbiamo mai dimenticarlo. Lì poggia tutta l’amministrazione”. Bucalo ha aggiunto che “tutti gli interventi fatti nel campo del lavoro hanno un obiettivo: mettere al centro la dignità di tutti i lavoratori del mondo della scuola, che passa per la piena stabilizzazione. Bisogna eliminare il precariato: l’unica possibilità, seria e concreta, è introdurre il doppio canale di reclutamento utilizzando le Gps, stabilizzando chi è in prima fascia, per i posti residuali si va in seconda fascia. Poi via libera alla formazione, perché non bisogna dimenticare che il nostro è un ministero del Merito: la stortura italiana sull’abuso di precariato, non dimentichiamo, non è accettata dall’Europa. Noi vogliamo il merito, docenti preparati, ma non vogliamo che ci siano persone che dopo 10 anni sono ancora condannate al precariato. Bisogna mettere al centro dell’agenda di governo questa grande istituzione”. Quindi, la senatrice ha concluso il suo intervento sostenendo che “bisogna lottare contro la dispersione scolastica. È necessario educare i nostri figli”.

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