Vaccino obbligatorio per gli insegnanti, il Governo ci pensa. La Cisl Scuola: “Si decida su base scientifica”

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Si rifà sotto il dibattito sull’obbligo vaccinale per gli insegnanti: nei prossimi giorni potrebbero essere ci novità in merito alle nuove misure di natura sanitaria e per il green pass. Anche la scuola osserva con molta attenzione.

Come abbiamo già riferito, il Governo potrebbe cambiare alcune disposizioni per fronteggiare la quarta ondata. Fra queste l’ipotesi di portare l’obbligo vaccinale per alcune categorie di lavoratori che lavorano a stretto contatto con il pubblico, compresi gli insegnanti.

Un primo assist al Governo viene offerto da Franco Locatelli, coordinatore del Comitato Tecnico-scientifico: “Si possono considerare forme di obbligo vaccinale per alcune categorie professionali, in particolare chi assiste o è a contatto con il pubblico, a esempio forze dell’ordine, dipendenti della pubblica amministrazione e insegnanti, pur essendo queste categorie connotate da un’alta percentuale di vaccinazione”.

Il sindacato Cisl Scuola, si schiera in favore di una decisione sulla base di evidenze scientifiche: “Per la Cisl la difesa della salute è il primo obiettivo, decida il governo sulla base di dati scientifici e noi rispetteremo le regole“, afferma la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, sull’eventuale obbligo vaccinale per il personale scolastico.

Come tutte le norme di legge, laddove devono garantire la sicurezza del Paese, noi ci atteniamo, come stiamo accettando la regola delle mascherine. Ricordiamoci che siamo in stato d’emergenza, ai nostri confini c’è la pandemia che bussa. Se il governo assumesse una decisione in tal senso, sia per l’obbligo per le prima due dosi, che per il booster, noi ci saremmo“, conclude la sindacalista.

Il Ministro Bianchi nei giorni scorsi ha però allontanato tale ipotesi anche perché fra il personale scoalstico la percentuale di vaccinati è davvero alta: “Questo paese ha dimostrato che nella scuola il 95% delle persone hanno scelto di vaccinarsi come atto di responsabilità. Gli alunni fra i 16 e 19 anni sono all’85%”.

Per molti appare forzato introdurre l’obbligo vaccinale per gli insegnanti, adesso. Avendo un numero così elevato di vaccinati fra docenti e ATA sarebbe stato auspicabile, semmai, prevedere una corsia preferenziale per la terza dose. Come aveva chiesto lo stesso Patrizio Bianchi.

Ma il Governo, per adesso, ha preferito proseguire con le fasce anagrafiche per la terza dose.

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