Vaccino covid, Zingaretti (Lazio): “Ai ragazzi abbiamo fatto Pfizer. Sugli Open Day c’è un gigantesco equivoco”

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Sugli Open Day “c’e’ un gigantesco equivoco. In primo luogo l’open day sui ragazzi è stato fatto con Pfizer. In secondo luogo sono stati uno strumento che hanno riscontrato un grande successo ma” in cui abbiamo “sempre rispettato le indicazioni sui vaccini da usare. Il tema e’ rispettare le indicazioni scientifiche”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, a Rai News 24.

Il Comitato tecnico scientifico raccomanda che le Regioni ogniqualvolta promuovano eventi Open Day che sensibilizzano alla vaccinazione anti-Sars-CoV-2, rispettino le indicazioni per fasce d’età, rendendo quanto più possibile l’approccio alla vaccinazione omogeneo sul territorio nazionale“.

E’ quanto si legge nel verbale n. 27 del Cts, in cui è stato fornito il parere sull’utilizzo del vaccino AstraZeneca a partire dai 60 anni e sulla possibilità, per chi ha già fatto la prima dose, di completare il ciclo con un vaccino a mRna.

Il Cts ha chiarito che “il rapporto rischi/benefici connesso all’utilizzo del vaccino Vaxzevria è influenzato, in maniera determinate, dallo scenario epidemiologico in atto”. E “lo scenario epidemiologico del Paese ha, fortunatamente, avuto un’evoluzione in senso positivo, da un livello di incidenza intermedio a basso, in misura anche maggiore di quella prevedibile poche settimane fa”.

Il cambiamento di scenario epidemiologico – si legge nel verbale – in considerazione del basso livello di circolazione virale e della prevalente disponibilità di vaccini a mRna, tenuto conto del principio di massima cautela e del principio di equità che richiede di assicurare a tutti i soggetti pari condizioni nel bilanciamento benefici/rischi, consente di attualizzare le indicazioni vigenti“.

E quindi consente di “di rafforzare la raccomandazione per l’uso della prima dose del vaccino Vaxzevria nei soggetti di età superiore a sessanta anni, nei quali il beneficio derivante dalla vaccinazione supera i potenziali rischi collegati allo sviluppo di fenomeni” trombotici.

Per quel che riguarda la seconda dose, per chi ha già fatto AstraZeneca, “è raccomandato continuare la somministrazione con il vaccino Vaxzevria per i soggetti di età superiore a sessanta anni. Sotto i sessant’anni di età, pur essendo, come sopra ricordato, i fenomeni trombotici assai meno frequentemente associabili alla somministrazione della seconda dose, in ottemperanza a un principio di massima cautela ispirato a prevenire l’insorgenza di fenomeni Vitt (vaccine-induced thrombotic thrombocytopenia), in soggetti a rischio estremamente basso di sviluppare patologia Covid-19 grave, nonché in ottemperanza del principio di equo trattamento sopra richiamato, si ritiene raccomandabile l’utilizzo di un vaccino a mRna nei soggetti di età inferiore ai 60 anni. La somministrazione della seconda dose a  mRna dovrebbe avvenire – sulla base di studi disponibili – a una distanza compresa tra le 8 e le 12 settimane dalla somministrazione della prima dose di Vaxzevria“.

Pur avendo analogie con il vaccino anti Covid AstraZeneca, al momento, i dati “non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Janssen, connotato dal vantaggio della singola somministrazione, peculiarità che può risultare di particolare beneficio in determinate categorie di popolazione“. Ma “l’eventuale evidenza, nel contesto nazionale e internazionale, di fenomeni tromboembolici dopo vaccino Janssen dovrà essere oggetto di attento e costante monitoraggio attraverso le procedure di farmacosorveglianza e vaccino-vigilanza“, si legge nel verbale. Il comitato, si legge nel verbale, rileva che “il vaccino Janssen viene raccomandato, anche alla luce di quanto definito dalla Cts di Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni. Qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente“.

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