Vaccino Covid, Sileri: “Sulla vaccinazione per i docenti fuori sede massima attenzione”

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Alla Camera dei Deputati è giornata di interpellanze parlamentari.

La deputata del M5S, Laura Paxia, ha chiesto delucidazioni in merito alla vaccinazione dei docenti fuori sede.

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha messo in evidenza come l’attuale quadro normativo costituito da una serie di documenti, raccomandazioni e pareri, abbiano effettivamente causato questa distorsione del sistema che ho messo in evidenza.

Il sottosegretario ha dichiarato che la questione sollevata dalla deputata Paxia è alla massima attenzione istituzionale e che pertanto sarà cura dei Ministeri competenti, in collaborazione con il Commissario straordinario, individuare misure razionali, efficaci ed uniformi su tutto il territorio nazionale, volte a garantire a tutto il personale docente scolastico e universitario la somministrazione del vaccino a prescindere dalla regione di appartenenza.

Ecco la risposta integrale del sottosegretario Sileri

Come è noto, il Ministro della Salute ha presentato le linee guida del piano strategico dell’Italia per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 al Parlamento il 2 dicembre 2020, ottenendone l’approvazione. Il 16 dicembre 2020 il commissario straordinario per l’emergenza COVID ha svolto una informativa sul documento “Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 – Piano strategico – Elementi di preparazione e di implementazione della strategia vaccinale”, presso la Conferenza permanente per i rapporti Stato-Regioni e province autonome di Trento e Bolzano. Con decreto del Ministro della Salute del 2 gennaio 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, è stato adottato il documento “Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS”.

L’8 febbraio 2021 il Ministero della Salute, in collaborazione con la struttura del commissario straordinario per l’emergenza, Aifa, Istituto superiore di sanità e Agenas, ha elaborato il documento sulle raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2, che aggiorna le categorie a cui offrire la vaccinazione e l’ordine di priorità per l’attuazione della seconda fase del piano strategico dell’Italia, in base all’evoluzione delle conoscenze e delle informazioni sui vaccini disponibili. Detto documento ha ricevuto parere positivo del Consiglio superiore di sanità ed è stato oggetto di un confronto con il presidente ed alcuni componenti del Comitato nazionale di bioetica. Proprio in questi giorni il piano è stato ulteriormente rinnovato e presentato dalla Conferenza Stato-Regioni. È stata, quindi, perfezionata la procedura per l’aggiornamento del piano stesso.

Ciò premesso, svolte queste considerazioni di carattere generale, con riguardo alla questione appena sollevata, si rappresenta quanto segue. In base all’ordinanza del Commissario straordinario del 9 febbraio scorso, il Sistema tessera sanitaria acquisisce dagli enti interessati i dati necessari per predisporre gli elenchi degli appartenenti alle categorie degli assistiti eleggibili per le vaccinazioni e, dunque, anche degli insegnanti. Si interconnette con i sistemi informativi vaccinali delle regioni e delle province autonome, al fine di rendere disponibili tali elenchi di rispettiva competenza, nonché le funzioni di verifica degli assistiti di regioni e province diverse, per le quali occorre procedere alla prenotazione e alla somministrazione dei vaccini. In attuazione di tale previsione, il predetto sistema ha trasmesso i nominativi del personale docente e non docente nelle scuole statali alle regioni in cui ha sede la scuola, dove tali dipendenti prestano servizio, comunicando contestualmente anche la regione di assistenza. Pertanto, tecnicamente, un docente pendolare potrebbe vaccinarsi nella regione dove ha sede la scuola statale presso la quale insegna, anche se questa è diversa da quella dove risiede, che garantisce ordinariamente assistenza sanitaria. Anche l’anagrafe vaccini nazionale è dotata di un meccanismo idoneo a garantire che la regione di appartenenza dell’assistito riceva le informazioni in ordine ad eventuali vaccinazioni somministrate fuori regione.

Sul tema si segnala, inoltre, il documento della Conferenza delle regioni e delle province autonome, adottato il 21 febbraio 2020, che prevede al punto 6): “è inoltre necessario che ogni regione sia messa nelle condizioni di poter garantire la vaccinazione ai propri insegnanti, residenti ed assistiti, indipendentemente dalla regione in cui prestano servizio”.

Sulla base quindi degli elementi appena resi, emerge che la questione sollevata è alla massima attenzione istituzionale e, pertanto, sarà cura dei Ministeri competenti, in collaborazione con il commissario straordinario e nel rispetto delle competenze delle regioni, individuare misure razionali e uniformi su tutto il territorio nazionale, volte proprio quindi a garantire a tutto il personale docente, scolastico e universitario, la somministrazione del vaccino, a prescindere dalla regione di appartenenza.

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