Vaccino Covid, Serafini (Snals): i docenti sono a rischio contagio al pari dei medici, per ore a contatto con 50-150 alunni [INTERVISTA]

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“Non si può ignorare che i docenti, insieme a tutto il personale scolastico, siano alla pari dei medici, esposti in prima linea al rischio di contagio”. A Orizzonte Scuola il Segretario Generale dello Snals- Confsal Elvira Serafini: vaccini anti Covid, rientro a scuola in sicurezza, Maturità.

Rientro a scuola per gli studenti delle secondarie di secondo grado un po’ difficoltoso. Diverse Regioni rinviano al 1° febbraio. Pensa che ci siano le condizioni per far sì che si resti in classe senza dover richiudere?

Noi siamo stati fin dal primo momento per la ripresa delle attività didattiche in presenza ed in sicurezza. Purtroppo la scuola ha subito i limiti dell’autonomia differenziata che ha generato soluzioni organizzative diverse sul piano nazionale con grave pregiudizio dell’unitarietà del sistema nazionale di istruzione e formazione. Tra l’altro la scuola sta subendo anche le conseguenze dei mancati investimenti nel sistema dei trasporti e dell’assenza di un sistema di tracciamento efficiente dei contagi. I problemi irrisolti vengono scaricati sulle scuole che devono continuamente riorganizzare i propri servizi, gli orari, la composizione delle classi in ragione di decisioni adottate da chi non ha alcuna idea delle condizioni funzionali in cui versano le scuole. Ci auguriamo che l’amministrazione scolastica e le autorità periferiche del Governo come quelle regionali abbiano valutato con serietà la situazione e riescano a garantire le condizioni di ripresa in sicurezza della didattica in presenza.

Cosa si può fare per avere delle scuole sicure anche in pandemia? La mascherina e le altre misure possono essere sufficienti?

Assolutamente no! Occorreva ed occorre avviare a livello regionale campagne sistematiche di screening rapido della popolazione scolastica che consentano di monitorare costantemente e prevenire il rischio di focolai nelle comunità scolastiche. Occorre poi garantire risorse certe per il ricorso all’organico Covid ed evitare che si ripetano situazioni come quelle che hanno costretto le scuole a sostenere le spese delle proroghe delle supplenze disposte dal decreto “cura Italia”.

E’ iniziata la campagna di vaccinazione, il personale scolastico dovrà tuttavia attendere

Da settimane abbiamo lanciato l’allarme per dare priorità al personale scolastico nella campagna di vaccinazione. Non siamo stati ascoltati! Non si può ignorare infatti che i docenti, insieme a tutto il personale scolastico, siano alla pari dei medici, esposti in prima linea al rischio di contagio. Ogni docente trascorre infatti quotidianamente dalle due alle cinque ore a contatto con un numero di alunni variabile tra le 50 e le 150 unità. Situazione che diventa particolarmente rischiosa nelle scuole superiori, dove la platea, che ha un’età oscillante tra i 14 e i 19 anni, rappresenta la categoria considerata più coinvolta nel veicolare il virus, per la scarsa attenzione che i giovani prestano al rispetto delle misure per il contenimento del contagio, soprattutto nella relazione con i coetanei.

Nel frattempo i ragazzi sono da mesi in Dad. Considerando che da marzo 2020 le lezioni in presenza si sono interrotte, non crede che si rischi di avere delle conseguenze importanti per gli studenti lontani da scuola? La didattica a distanza può colmare in buona parte il vuoto?

La sospensione delle attività didattiche nelle scuole, nelle università e negli istituti di alta formazione a causa dell’emergenza “Covid 19” ha messo i docenti nella condizione di utilizzare diverse forme di didattica a distanza. Tutta la comunità educante, docenti, dirigenti e personale Ata, si è fatta interprete dell’esigenza di garantire il diritto all’istruzione degli studenti.

La “rete”, da sempre considerata da noi una risorsa preziosa non solo per il funzionamento delle scuole ma anche per il consolidamento degli apprendimenti, ha rivelato nell’attuale situazione di emergenza tutte le sue potenzialità. Riteniamo però che in questo momento l’interesse della comunità educante sia soprattutto quello di mantenere attiva la relazione educativa con gli alunni. Tale condizione si può raggiungere pienamente solo con la ripresa delle attività didattiche in presenza ma, ripetiamo, solo se sarà garantita la sicurezza di alunni e personale.

Si attendono novità sulla prossima Maturità. Per oltre l’80% dei partecipanti a un sondaggio di Orizzonte Scuola si può ripetere il maxi orale. Sarebbe d’accordo?

La legge ha delegato il Ministro all’individuazione delle modalità più opportune per lo svolgimento degli esami di stato. Lo Snals- Confsal, come sempre, è disponibile ad un confronto sulla materia. In ogni caso siamo favorevoli ad esami il cui svolgimento segua quello dello scorso anno, magari confermando la deroga dalle prove Invalsi e dalla frequenza dei PCTO ai fini dell’ammissione all’esame di stato nelle superiori.

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