Vaccino Covid, obbligatorio per docenti? Licenziamento per chi rifiuta. Sindacati: “Scuola a rischio, dare priorità”

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Vaccino obbligatorio per i docenti sì o no? Il dibattito si è fatto vivo con l’avvio della campagna vaccinale. Corsia preferenziale per il personale scolastico? Il calendario prevede le dosi per docenti e ATA non prima della primavera, nel mezzo la riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio per il 50% degli studenti.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, appena due giorni fa, ha assicurato che “il vaccino è gratuito per tutti” e “sarà lo Stato a distribuirlo. Abbiamo scelto, come tutti gli altri Paesi Ue, la strada della volontarietà”, con l’avviso che si decideranno altre vie durante la campagna.

Eppure oggi si discute circa la sua obbligatorietà e su ciò che può comportare un rifiuto da parte del personale scolastico. Il dibattito si è aperto a seguito delle dichiarazioni della sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, che ritiene una questione di “buon senso” l’obbligatorietà per gli insegnanti.

La ministra dei Trasporti Paola De Micheli non esclude l’obbligatorietà del vaccino in futuro, “Abbiamo il dovere di fare delle scelte collettive e le prenderemo alla luce di come andrà questa campagna di informazione. Alla fine non escludo la obbligatorietà”, ha spiegato.

Sulla stessa linea il coordinatore del Cts Agostino Miozzo: “Un operatore sanitario deve vaccinarsi”, sottolinea a Il Messaggero, “Io andrei anche oltre- aggiunge -. Penso a tutte le strutture pubbliche, alle scuole, a chi lavora a contatto con molte persone”.

Il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni pensa “che ci sono alcune categorie sulle quali la discussione sull’obbligatorietà del vaccino anticovid non debba essere un tabù”, riferendosi in particolare al mondo della sanità, della scuola.

Il personale scolastico, in caso di obbligo, può rifiutarsi di sottoporsi a vaccinazione? A rispondere a Orizzonte Scuola è Pietro Ichino, giurista e docente ordinario di Diritto del Lavoro all’università di Milano: “se la vaccinazione è disponibile, l’amministrazione scolastica può esigere la vaccinazione come misura di sicurezza, nell’interesse dei colleghi insegnanti e degli studenti. L’insegnante che rifiuti di adempiere questa disposizione, se impartita da chi ne ha il potere/dovere, può concordare la sospensione dall’insegnamento (senza stipendio) fino alla fine della pandemia; altrimenti può essere licenziato”.

Corsia preferenziale per docenti e ATA?

Obbligo o no, dal fronte sindacale sembrano essere tutti d’accordo sulla priorità da dare a docenti e personale ATA nella prima tranche. “I docenti, il personale Ata e il mondo della scuola si trovano in trincea”, avverte Elvira Serafini, segretario generale Snals. “Hanno un contatto continuo con una platea vasta che, tornando poi a casa, porta a passeggio il virus. Consideriamo tutto il mondo dell’istruzione a rischio e adoperiamoci per permettere subito a questi lavoratori di vaccinarsi: in primavera è troppo tardi”, aggiunge.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che “il vaccino non deve essere obbligatorio per i dipendenti pubblici ma deve rappresentare un’opportunità cui volontariamente aderire”, ma comunque “tra le categorie prioritarie insieme al personale sanitario dovrebbe essere inserito quello scolastico perché più a rischio contatti pubblici”.

Mette le mani avanti anche Maddalena Gissi che guida la Cisl Scuola: “Nel piano delle vaccinazioni bisogna dare priorità innanzitutto ai docenti che devono fare gli esami di Stato, per garantire che l’esame di maturità sia in presenza”.

“Assolutamente favorevoli alla vaccinazione” i presidi. “E’ soprattutto una questione di civiltà”, afferma Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, che lancia un appello: “vaccinatevi, è importante ed è un’affermazione, un atto di buon senso e non riesco a immaginare chi tra docenti, presidi e personale della scuola possa essere contrario”.

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