Vaccino Covid, la Regione siciliana lamenta scarsa adesione dei docenti. I sindacati rispondono: “Da Razza dichiarazioni insopportabili”

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L’assessore per la Salute, Ruggero Razza, a margine di un evento a Catania, ha parlato della situazione riguardante la vaccinazione del personale scolastico.

“Guardo con sfiducia il dato così basso in Sicilia dell’iscrizione del personale della scuola e dei docenti, visto che siamo fermi a settantamila. Mentre sembrava che fosse una mancanza della Regione quella di essere indietro con le vaccinazioni”.

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Poi lancia un appello: “Mi appello alle famiglie, oltre che ai professori: chiedano di sapere se i loro docenti hanno prenotato la vaccinazione”.

“C’è un impegno fortissimo del presidente Draghi, dei ministri Speranza e Gelmini, del generale Figliuolo – aggiunge l’assessore Razza – e noi dobbiamo lavorare tutti, abbandonare le polemiche e capire che dietro la vaccinazione c’è la speranza di tutti i cittadini di tornare ad una vita il più possibile normale”.

Sull’argomento dura nota dei sindacati della scuola: “Il personale docente e Ata ha risposto con grande senso di responsabilità alla vaccinazione alla quale si stanno sottoponendo in massa, nonostante gli effetti collaterali non indifferenti prodotti dal vaccino AstraZeneca”. Lo dichiarano in una nota congiunta i segretari regionali siciliana della Flc Cgil, Adriano Rizza, Cisl Scuola, Francesca Bellia, Uil Scuola, Claudio Parasporo, Snals-Confsal, Michele Romeo, e FGU Gilda Unams, Loredana Lo Re, commentando le dichiarazioni dell’assessore alla sanità siciliana, Ruggero Razza.

“Denunciamo piuttosto la significativa confusione con la quale è stata avviata la campagna di vaccinazione – aggiungono – che in una prima fase ha escluso i dirigenti scolastici e il personale dell’Afam (Alta formazione artistica e musicale) a prescindere dall’età. Per non parlare dei lavoratori fragili che al momento non sanno cosa fare per vaccinarsi, dei precari o dei titolari nelle scuole del Centro Nord ma in assegnazione nella nostra regione”.

“Lo stesso Ufficio scolastico regionale della Sicilia – spiegano – prontamente contattato per chiedere chiarimenti, ha comunicato che in Sicilia sono circa 120.000, tra dirigenti scolastici, docenti e Ata, i lavoratori vaccinabili. Ad oggi ne risultano già vaccinati circa 36.000 (dati che l’Usr renderà noti a breve). Una buona percentuale se si considera che la vaccinazione è iniziata da meno di 10 giorni. Anche molti dirigenti scolastici ci hanno confermato che in quasi tutte le scuole il personale docente e Ata si sta vaccinando in massa”.

“Chiediamo invece interventi risolutivi per mettere in sicurezza tutto il personale scolastico – proseguono – chiediamo al Governo Regionale quando saranno attivati altri punti di somministrazione nel territorio Siciliano per velocizzare la vaccinazione dei circa 70.000 lavoratori del mondo della scuola che si sono prenotati in questi giorni. Chiediamo anche di fornire i dispositivi di protezione idonei a fronteggiare la grave crisi pandemica, che con la variante inglese si appresta a invadere anche le scuole siciliane. I dati del Ministero della salute non sono affatto confortanti e ci sono migliaia di lavoratori che in questi mesi non hanno mai smesso di compiere il loro dovere fino in fondo”.

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Sul fronte della vaccinazione, però, bisogna fare attenzione. In questo senso, come già abbiamo avuto modo di informare, è intervenuto il Garante della Privacy che alla domanda “Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione?”,  ha risposto con un sonoro NO.

Citiamo testualmente: Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l‘avvenuta vaccinazione anti Covid-19. Ciò non è consentito dalle disposizioni dell’emergenza e dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il datore di lavoro non può considerare lecito il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione sulla base del consenso dei dipendenti, non potendo il consenso costituire in tal caso una valida condizione di liceità in ragione dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel contesto lavorativo (considerando 43 del Regolamento).

Sul fronte dell’obbligatorietà, ricordiamo che l’adesione alla campagna vaccinale è volontaria.

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