Vaccino covid, buone notizie: le dosi disponibili aumenteranno nel secondo trimestre

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Sembra arrivare una buona notizia per quanto riguarda il vaccino anticovid: nel secondo trimestre del 2021 in Italia saranno disponibili oltre 36,8 milioni di dosi fra Pfizer AstraZeneca e Moderna.

Infatti, fonti da Palazzo Chigi riferiscono che l’azienda Johnson&Johnson ha in serata ridimensionato la notizia del taglio delle dosi previste per l’Europa nel prossimo trimestre, garantendo comunque l’impegno a fornire 200 milioni di dosi all’Ue nel 2021, a partire dal secondo trimestre.

L’Italia, in base a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, nel periodo dall’8 marzo al 3 aprile saranno fornite complessivamente circa 6,5 milioni di dosi.

E in seguito, come già accennato, nel secondo trimestre, invece, in Italia si registrerà un netto incremento delle dosi disponibili, per un ammontare complessivo di oltre 36,8 milioni di dosi per Pfizer AstraZeneca e Moderna.

La speranza è che il piano possa essere davvero rispettato perché intanto, la vaccinazione, seppur già avviata, non sembra decollare e proprio adesso che la terza ondata covid è arrivata sarebbe stato utile avere già più dosi e una macchina ben avviata.

Si pensi al piano vaccinale del personale scolastico: al momento sono, secondo il report aggiornato del Ministero della Salute, oltre 400 mila le dosi somministrate al personale scolastico in tutta Italia.

Vaccino Covid, oltre 400mila le dosi somministrate agli insegnanti e Ata. I dati regione per regione. IN AGGIORNAMENTO

Tuttavia si riscontrano grandi differenze a livello regionale: alcune Regioni si avviano a concludere la vaccinazione di docenti, dirigenti scolastici e personale Ata e altre che invece stanno attivando solo in questi giorni la vaccinazione.

Vaccino Covid per docenti e ATA. Le indicazioni per ogni regione

Fra le varie indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico emerse dopo la riunione del 9 marzo c’è proprio quella di estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibile.

Sul vaccino, d’altronde, tutti stanno puntando. Sarà la chiave per uscire progressivamente dall’emergenza. Lo ha ribadito anche Giovanni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della Salute, durante l’audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato sui vaccini anti Covid-19, dove ha anche spiegato che “vaccinando 240.000 persone al giorno riusciremo in 7-15 mesi a tornare alla normalità“.

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