Vaccino Covid, Abrignani: “Come acqua nel deserto, dobbiamo proteggere gli anziani”

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“Se sei nel deserto ti bevi anche l’acqua sporca”. A parlare con una metafora è Sergio Abrignani, immunologo della Statale di Milano e membro del Comitato tecnico-scientifico. E il Covid, per gli anziani con più di 70 anni, è come il deserto.

“Rappresentano il 97% dei morti, dobbiamo proteggerli al più presto, con qualsiasi vaccino disponibile”, rimarca Abrigani in una intervista a ‘La Stampa’.

E ora AstraZeneca potrebbe diventare il vaccino degli anziani, mentre era partito come vaccino dei giovani. “Sì, ma le decisioni vengono prese sulla base delle informazioni che si hanno in un preciso momento – avverte – Quando è arrivata l’autorizzazione per AstraZeneca, prima in Gran Bretagna e poi nell’Unione europea, i dati i mostravano un’efficacia certa fino a 65 anni. Poi, con ulteriori dati, si è andati anche oltre i 65. A un certo punto sono comparsi questi casi di trombosi, solo in soggetti giovani, e lo scenario è cambiato. Si è generata confusione, ma è stato seguito lo sviluppo dei dati”.

Quindi AstraZeneca va dato solo a chi ha più di 60 anni, come deciso in Germania? “Questo lo deciderà l’Ema nelle prossime ore, io credo che arriverà un’indicazione di questo tipo e che sia ragionevole, visto che Paesi autorevoli come Francia e Germania si sono già mossi in questo senso – risponde l’immunologo – E un modo per evidenziare un rischio, seppure molto raro: parliamo di 15-20 casi di trombosi in Europa su 10 milioni di vaccinati, un evento avverso ogni 500 mila iniezioni, sempre sotto i 65 anni. La verità è che sono cose imprevedibili, che puoi riscontrare solo con la campagna di massa, somministrando il vaccino a decine di milioni di persone, non nelle fasi di sperimentazione”.

Il ritorno della zona gialla entro fine mese è possibile? “Tutto è possibile, non appena vedremo un calo deciso dei contagiati e dei morti – precisa – Ci sono segnali positivi di rallentamento dell’epidemia, ma la decisione sarà politica. Come per il ritorno a scuola anche in zona rossa, scelta che condivido, perché è un rischio calcolato: si aveva un solo gettone ed è stato ben giocato”.

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