Vaccino Covid-19, Zaia: “Serve per chi sta nelle terapie intensive, non per chi sta in ufficio”

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Ci vuole consapevolezza nel leggere i dati, dice al Corriere della sera il presidente del Veneto Luca Zaia, in un’intervista sul quotidiano di oggi.

Nella Regione “la situazione è seria, il Covid è un incubo”, ma serve consapevolezza “perchè tra pochi giorni – dice Zaia nell’intervista – il governo cambierà modo di registrare i dati, come richiesto dalle Regioni” e i “nostri contagi si abbasseranno”.

Zaia parla anche di vaccini, dicendo che al Veneto sono arrivate 875 dosi, con cui sono iniziate le prime somministrazioni, ma anche aggiungendo, con una stoccata indirizzata al Presidente campano De Luca che ha avuto ieri la prima dose, che “ai miei direttori generali ho detto di non vaccinarsi perché i vaccini, nella prima fase, servono per chi sta nelle terapie intensive, non per chi sta in ufficio”.

Rispetto all’adesione da parte del personale sanitario regionale, Zaia ha parlato di una pre-adesione del 90%, “però credo – ha aggiunto – che ormai i tempi siano maturi per un passaporto sanitario. Il vaccino è certamente volontario, ma chi rappresenta un rischio per gli altri avrà dei problemi. Le compagnie aree – ha spiegato ancora Zaia – hanno iniziato a dire che vogliono passeggeri con la garanzia del vaccino, ma presto cominceranno a chiederlo le strutture ricettive, gli spazi per congressi”.

Infine, a proposito della polemica sul Veneto che nonostante il livello dei contagi è rimasto in zona gialla e che non ha superato i parametri per finire in zona arancione, il Presidente del Veneto risponde rimandando al mittente la polemica: “Non posso accettare che si dica che il problema dell’algoritmo sia un problema nostro o che ci siano numeri taroccati per restare in zona gialla”.

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