Vaccino AstraZeneca, Locatelli (Cts): “Raccomandiamo uso preferenziale a over 60. Nessun problema con la seconda dose”. In arrivo la circolare del Ministero della Salute [VIDEO]

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La nota Ema pubblicata nel pomeriggio del 7 aprile riferisce di “eventi rari” di trombosi cerebrale ma che si tratta di “effetti collaterali molto rari” del vaccino di AstraZeneca. Conferenza stampa dal Ministero della Salute.

Locatelli ha confermato quanto già espresso nel corso dell’incontro con le Regioni: il Vaccino AstraZeneca sarà utilizzato, per uso preferenziale, per soggetti con più di 60 anni.

Non ci sono elementi per non considerare la seconda dose in chi ha già ricevuto la prima“, ha spiegato Locatelli: “La seconda somministrazione del vaccino AstraZeneca in chi ha ricevuto la prima dose è stata elemento di valutazione molto attento. Al momento non ci sono elementi per non considerare la vaccinazione in chi ha ricevuto la prima dose pur essendoci un numero limitato di soggetti che hanno ricevuto la seconda dose“.

Aifa ha lavorato con Ema per valutare questi eventi molto rari, l’analisi dei dati ha confermato una plausibile relazione causale che ha ingenerato una segnale di allarme molto preciso. Molti farmaci in commercio hanno effetti collaterali frequenti o piu’ frequenti. Sono situazioni non prevedibili. La decisione e’ stata presa in via precauzionale, ma il vaccina e’ utilizzabile in tutte le fasce di popolazione” lo ha detto il direttore dell’Aifa Magrini durante la conferenza stampa dopo le nuove indicazioni Ema

“Ci mettiamo subito a scrivere la circolare. Bisogna essere chiari e netti. Conterrà una raccomandazione di somministrare AstraZeneca sopra i 60 anni, in linea con quanto deciso da altri paesi Ue”, ha detto il Ministro Speranza dopo aver concluso la riunione con gli omologhi UE.

Considerando i dati sulla letalità (per coronavirus) che confermano che le vittime perlopiu’ sono anziani, l’idea anche per Italia e’ di raccomandare l’uso preferenziale oltre i 60 anni“. Così Franco Locatelli all’incontro Governo-Regioni. “Non abbiamo elementi per scoraggiare la somministrazione della seconda dose“, ha aggiunto.

Locatelli spiega infatti che si parla di “trombosi a livello cerebrale e degli organi addominali e abbassamento della conta delle piastrine” come possibili, rari effetti collaterali del vaccino anglo-svedese. “Mentre l’altra volta non si era trovato un nesso di causalità – avrebbe detto Locatelli secondo quanto riferito da fonti presenti all’incontro -, oggi è dichiarato plausibile anche se non dimostrato. E’ più frequente fino ai 60 anni di età, con complicanze più in soggetti donne e sotto i 60 anni. Solo dolo dopo la prima somministrazione, nell’arco di due settimane. Ma sulla seconda i numeri sono ancora troppo bassi. Più difficile trarre conclusioni“.

Il coordinatore del Cts ha cercato di rassicurare i presidenti di Regione, preoccupati che la popolazione non si fidi più di AstraZeneca, secondo quanto si apprende, sostenendo che non deve preoccupare il fatto che prima il vaccino fosse raccomandato per gli under 60 e ora per gli over 60. I governatori, per bocca del veneto Luca Zaia, hanno paventato che né medici né pazienti si sentiranno tranquilli a dare per esempio la dare a seconda dose di AstraZeneca, secondo quanto riferiscono fonti che assistono all’incontro tra Governo ed Enti Locali.

Non ci sono casi di trombosi dopo la seconda dose” di Astrazeneca, avrebbe detto il commissario Francesco Figliuolo all’incontro con le Regioni, secondo quanto si apprende da fonti che assistono alla riunione.

Sul piano vaccinale il generale ha affermato che “apriamo da domani la categoria 60-79 anni ad Astrazeneca. Una platea di circa 13 milioni di persone, due milioni dei quali hanno già avuto la prima dose“. “Bene che le Regioni abbiano aumentato la quota di over 80. Dobbiamo coprire prima possibile questa fascia di età“, avrebbe aggiunto, secondo quanto riporta l’Ansa.

La possibilità di destinare le dosi del vaccino Astrazeneca agli over 60, ‘scudando’ i più giovani con Pfizer, Moderna e J&J, “non comprometterebbe l’obiettivo che il premier Mario Draghi ha indicato, ovvero di raggiungere le 500mila vaccinazioni al giorno a fine mese“. L’eventuale rimodulazione della somministrazione  del vaccino anglo-svedese “in teoria non dovrebbe incidere più di tanto – dicono le stesse fonti – di fatto è un incentivo a vaccinare di più gli over-60“.

Il comitato per la sicurezza dell’Agenzia Europea per i Farmaci EMA ha concluso che i coaguli di sangue insoliti con piastrine basse dovrebbero essere elencati come effetti collaterali molto rari di Vaxzevria (precedentemente COVID-19 Vaccine AstraZeneca).

Per quanto riguarda il meccanismo, si ritiene che il vaccino possa innescare una risposta immunitaria che porta a un disturbo atipico simile alla trombocitopenia indotta da eparina.

Al momento non è possibile identificare specifici fattori di rischio, scrive l’EMA.

“Le persone che hanno ricevuto il vaccino devono cercare immediatamente assistenza medica se sviluppano sintomi di combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse”.

Lo scrive l’Ema in una nota sottolineando che “il PRAC ha osservato che i coaguli di sangue si sono verificati nelle vene del cervello (trombosi del seno venoso cerebrale, CVST) e dell’addome (trombosi della vena splancnica) e nelle arterie, insieme a bassi livelli di piastrine e talvolta sanguinamento”.

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