Vaccino anti covid, l’Unicef: “Facciamolo agli insegnanti il prima possibile”

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L’Unicef propone di inserire gli insegnanti fra le categorie prioritarie per il vaccino anti covid-19 per scongiurare altre chiusure delle scuole

L’Unicef invita tutti i Paesi ad inserire i docenti fra le prime categorie da sottoporre al vaccino anticovid. Sarebbe una scelta sensata per ripartire dopo i mesi bui delle chiusure e della didattica a distanza.

In un comunicato diffuso dall’organizzazione che difende i diritti dei minori, si legge “la pandemia COVID-19 ha devastato l’istruzione dei bambini in tutto il mondo. Vaccinare gli insegnanti è un passo fondamentale per tornare in carreggiata“.

I governi devono dare la priorità agli insegnanti nel ricevere il vaccino contro il Covid-19, una volta aver vaccinato il personale sanitario in prima linea e le popolazioni ad alto rischio. Questo contribuirà a proteggere gli insegnanti dal virus, consentirà loro di insegnare in presenza e, in definitiva, permetterà di mantenere aperte le scuole”, si legge in un post dell’Unicef pubblicato su twitter poche ore fa, proprio a rinforzare il concetto che dalla sicurezza del personale docente passa la possibilità di tenere le scuole aperte.

Unicef ricorda che la “chiusura delle scuole a livello nazionale ha interrotto l’apprendimento di quasi il 90% degli studenti in tutto il mondo“.

Ricordiamo che in Italia il vaccino dovrebbe iniziare ad essere distribuito a partire dal mese di gennaio: per primo il vaccino andrà al personale medico e sanitario e Rsa. Per quanto riguarda l’ambito di età prima gli ultra 80 anni poi la fascia 60/70 anni e via via le altre fasce, come lavoratori essenziali, compresa la scuola.

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Anche se la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, spinge per inserire gli insegnanti in cima alla lista dei primi soggetti da vaccinare: “Tutti coloro che lavorano a contatto con il pubblico devono essere messi in sicurezza per sé stessi e per le persone che incontrano. Per questo gli insegnanti dovrebbero rientrare nelle categorie con priorità, subito, a gennaio con i medici e i milioni di anziani.”

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