Vaccino anti Covid, il pediatra Farnetani: “Si sfruttino gli ultimi giorni di scuola per vaccinare 2 milioni e mezzo di bambini e ragazzi”

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“Dopo il via libera dell’Agenzia europea del farmaco Ema all’estensione d’uso del vaccino anti-Covid di Pfizer nella fascia 12-15 anni, atteso per domani, si potrebbero sfruttare gli ultimi giorni di scuola per vaccinare 2 milioni e mezzo di bambini e ragazzi”. Questo è l’appello del pediatra Italo Farnetani.

“Mi permetto di suggerirlo al commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, perché se si vaccina fra i
banchi si ottengono alte percentuali di adesione e si può ottenere un’importante interruzione del contagio in una popolazione molto attiva che fa camminare il virus”, aggiunge.

“Abbiamo visto quanto sia efficace già la prima dose di vaccino – evidenzia all’Adnkronos Salute il docente della Libera Università Ludes di Malta – Se si aspettano le vacanze e se non si inizia velocemente, si rischia di arrivare a settembre senza una percentuale congrua di studenti con una copertura vaccinale completa. Il rapporto con i pediatri di base è fondamentale. Ma bisogna far entrare i vaccini nelle scuole. Ci sono studi che dimostrano che è una strategia vincente per ottenere la massima compliance delle famiglie e vaccinare un gran numero di soggetti in un breve tempo possibile”. Farnetani stesso ha firmato una ricerca che va in questa direzione.

“Quando veniva praticata la vaccinazione contro la rosolia fra le bambine di quinta elementare – spiega – in un mio studio effettuato nel 1985 avevo rilevato in un ampio campione di soggetti che la vaccinazione non obbligatoria contro la rosolia effettuata nelle scuole aveva una grande accettazione: veniva praticata dal 76% delle alunne, il 20% non la effettuava perché riteneva di aver già contratto la malattia e il vaccino veniva rifiutato solo dal 4% dei genitori. Per la vaccinazione non obbligatoria contro il morbillo le cose non andavano altrettanto bene, perché veniva effettuata nei distretti socio-sanitari, per cui i genitori dovevano avere un ruolo attivo per effettuare il vaccino, e infatti veniva praticata solo dal 56% dei bambini di età compresa fra i 3 e i 5 anni. La percentuale si riduceva al 30% nella fascia d’età 10-11 anni, che peraltro corrisponde all’età in cui veniva praticata l’anti-rosolia rifiutata solo dal 4% dei genitori”.

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