Vaccini obbligatori per i docenti, idea di trasferire in altra città e sospensione stipendio. Classi pollaio restano

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Le notizie che arrivano dal fronte obbligo vaccini per i docenti confermano in parte quanto già anticipato dalla nostra redazione i giorni scorsi e aggiungono dettagli su un piano che prende sempre più forma.

Le conferme

Tra le notizie che sembrano ormai cosa certa è che non si è abbandonata l’idea di “normare” la vaccinazione del personale scolastico e che l’obbligo potrebbe riguardare soltanto i docenti. Perché a più stretto contatto con gli studenti.

Seconda conferma è la volontà di mettere un obbligo a “livelli”, con una prima raccomandazione e poi un inasprimento delle “pene” sulla base della resistenza da parte del lavoratore.

Le novità

Novità è, come riferisce Repubblica in un articolo dedicato all’argomento, l’avanzare del confronto sui provvedimenti contro chi non si vaccina. Dopo una prima raccomandazione, se il docente non si adegua potrebbe arrivare il trasferimento in un’altra città posizionandolo in posti lavorativi diversi dalla docenza. Infine, ultimo intervento la sospensione dello stipendio. Non vengono riportati interventi quali il licenziamento del lavoratore.

Tra martedì e giovedì si attende lo schema di decreto che conterrà tali misure che potrebbero essere innescate nei casi di mancato raggiungimento della percentuale di vaccinati ritenuta di sicurezza nella Regione o provincia, oppure entrare in vigore a prescindere su tutto il territorio nazionale.

Classi pollaio restano

Tra le richieste dei sindacati che nei giorni scorsi abbiamo riportato a seguito di incontri con il Ministero sul rientro a settembre, c’è quella di abbattere le classi pollazio diminuendo il numero di studenti per classe. Richiesta che permetterebbe di diminure i casi di contagio nelle scuole.

Pare, riferisce Repubblica, che il Ministro Bianchi abbia presentato un progetto per sdoppiare le classi numerose che, però, avrebbe suscitato perplessità tra i membri del Governo perché ritenuto “non risolutivo” e dispendioso economicamente.

L’unico investimento al momento previsto sul fronte sicurezza resta, quindi, quello sulla vaccinazione dei docenti.

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