Vaccini, incontro al Miur. Sindacati: escludere bambini non in regola è lontano dal sentire e dalla funzione della scuola

di redazione
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Nei giorni scorsi, abbiamo riferito sulla nota congiunta Miur-Ministero della Salute, in cui sono state fornite indicazioni in merito all’obbligo vaccinale e agli adempimenti di famiglie e scuole per gli anni scolastici 2018/19 e 2017/18.

Vaccini, indicazioni Miur-Ministero Salute a.s. 2017/18. Alunni infanzia non in regola non possono frequentare

Relativamente al corrente anno scolastico, nella nota si indica che i genitori, che abbiano presentato la dichiarazione sostitutiva nei mesi di settembre (scuola dell’infanzia) e ottobre (scuola primaria e secondaria) 2017, debbano presentare la documentazione richiesta entro il 10 marzo 2018.

Nelle Regioni, in cui è stata già istituita l’Anagrafe vaccinale, le scuole dovevano inviare gli elenchi degli iscritti all’ASL competente entro il 2 marzo u.s.

Considerato che la nota è del 27 febbraio, le scuole hanno avuto pochissimo tempo per inviare gli elenchi, tanto che i sindacati hanno subito chiesto un incontro al Miur.

L’incontro si è svolto nella giornata di lunedì 5 marzo, come riferisce la Cisl Scuola Il Ministero ha motivato il poco tempo concesso alle scuole con il ritardo con cui è stato reso il parere del Garante della Privacy.

Nel corso dell’incontro, i sindacati hanno sottolineato il fatto che i Dirigenti tutto vorrebbero fare, tranne che escludere i bambini dell’infanzia dalla scuole.

Questo quanto riferito dalla Cisl:

“… rimane comunque un profondo malessere tra i dirigenti scolastici, ai quali viene chiesto di provvedere con formale comunicazione il diniego di accesso alla scuola dell’infanzia per quegli alunni non in regola con gli adempimenti vaccinali. È un provvedimento lontanissimo dal sentire di persone di scuola. L’allontanamento del bambino dalla sua scuola è sentito come non coerente con la funzione educativa, dissonante con la riconosciuta importanza della frequenza della scuola dell’infanzia per la riduzione delle disuguaglianze culturali e sociali. Inoltre, considerando che lo stesso provvedimento non è previsto nei successivi gradi scolastici, la decisione di allontanare gli alunni dalla scuola dell’infanzia, restituisce di quest’ultima un’immagine ancillare e assistenzialistica, servizio più che scuola, e chiede ai dirigenti scolastici di negare quei valori di inclusione e accoglienza che costituiscono l’identità più profonda della nostra scuola.”

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