Vaccini, Conversano: meglio farli direttamente nelle scuole

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Michele Conversano, medico igienista direttore del Servizio di igiene pubblica dell’Asl di Taranto, ha partecipato all’evento ‘Gli altri siamo noi’, patrocinato dal ministero della Salute, una serata di sensibilizzazione sul tema della meningite e sull’importanza della vaccinazione per proteggere i più piccoli, dove ha parlato della legge sull’obbligo dei vaccini. Lo riporta l’Adnkronos.

“La scuola è il posto ideale dove fare innanzitutto cultura della vaccinazione. Nelle scuole dove si fanno” le iniezioni scudo, “soprattutto nell’adolescente e quindi nella scuola media, si raggiungono coperture mediamente di 20 punti percentuali più alte rispetto ai posti dove si fa il classico invito a casa. E’ importante quindi coinvolgere le istituzioni scolastiche”, ha affermato Conversano.

La scuola, inoltre, è il luogo ideale per far nascere la cultura dei vaccini nei genitori.

Per gli adolescenti, invece, secondo Conversano è utile vaccinare a scuola:”Io per esempio l’antipolio l’ho fatto a scuola con il classico ‘zuccherino’. Tanti altri hanno fatto l’anti epatite B. Purtroppo in troppe Regioni questo tipo di organizzazione si è lasciata andare e le coperture ne hanno risentito. Nelle scuole abbiamo la possibilità di incontrare i genitori facilmente, soprattutto in questo momento in cui c’è tanta attenzione per le vaccinazioni. E c’è la possibilità di avere dei formidabili alleati che sono i docenti, in ogni istituto c’è l’insegnante che è referente per l’educazione e la promozione della salute. Sono risorse incredibili che la sanità pubblica non si può permettere di non coinvolgere”.

Contro il meningococco le coperture vaccinali in Italia “sono molto variegate – continua Conversano – perché molte Regioni vaccinano da diversi anni contro il meningococco C. Solo da pochissimo alcune vaccinano con il meningococcico tetravalente e, ancora, pochissime Regioni hanno cominciato solo dal 2017, quindi le coperture sono ancora basse e insufficienti. Le Regioni che hanno cominciato già da prima a vaccinare, come la Puglia, la Toscana, la Liguria, hanno risultati più alti. In Puglia, per esempio, siamo intorno all’80%. E soprattutto alcune realtà stanno introducendo anche la vaccinazione anti meningococco B nella fase adolescenziale, per avere quella doppia coorte che sicuramente può portare a coperture migliori nelle età – neonati e adolescenti – in cui si rilevano i due picchi epidemici di questa malattia e quindi poter raggiungere l’eliminazione delle malattie da meningococco B molto più velocemente”.

Conversano espone poi la sua idea sull’obbligo vaccinale: “Credo che nessuno debba pensare di abbandonare una cosa che funziona dopo un anno – sottolinea – Abbiamo bisogno ancora di mantenerlo per qualche anno. Dopo ci parliamo e vediamo se oltre a raggiungere quelle coperture ideali siamo stati capaci di far crescere anche la cultura vaccinale e di aver fatto capire ai genitori che non bisogna far correre rischi inutili e pericolosissimi ai propri figli. Allora a quel punto potremmo anche arrivare ad altre forme diverse dall’obbligo”.

Ci sono altri Paesi europei, aggiunge l’esperto, “in cui chi non si vaccina non può accedere non solo nelle scuole, ma neanche avere il bonus bebè. O ancora: la mamma che non vaccina non può avere i tre mesi aggiuntivi di astensione dal lavoro dopo la gravidanza. Tutta una serie di piccoli obblighi che portano a delle coperture molto alte. Quindi potremmo imparare anche dai Paesi dell’Europa del Nord dove non c’è un obbligo di legge, ma regole molto più stringenti che da noi”.

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione