Vaccini, in 40mila in piazza contro obbligo. Ombra conflitto interesse. Governo autorizza fiducia

di redazione
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Un provvedimento contestato quello sull’obbligo dei vaccini. Ieri sono stati più di 40mila a Pesaro i manifestanti che chiedono libertà di scelta.

Il Governo Gentiloni, accusato di voler instaurare uno “stato di polizia sanitaria”, risponde autorizzando la fiducia al Senato dato che il PD è spaccato sul provvedimento.

La spaccatura parte da lontano, dalla Camera, dove in commissione sanità il provvedimento è passato grazie ai voti di Forza Italia e per uno di scarto.

Insomma, su questo provvedimento come sulla riforma della scuola il Governo potrebbe non avere i numeri al Senato dove ieri è andato sotto su un emendamento della Puglisi. Il Governo in CDM ha dato autorizzazione per la fiducia, anche se l’esecutivo spera di non doverla porre.

Pare che la questione dei vaccini sia per Gentiloni di fondamentale importanza, tanto da rischiare la propria permanenza in carica.

Ieri il testo ha avuto il via libera dalla Commissione sanità al Senato, che ha approvato, tra gli altri, l’emendamento che prevede l’istituzione dell’Anagrafe Vaccinale Nazionale (una sorta di schedatura della popolazione in base ai vaccini), che registrerà la situazione vaccinale degli italiani, e un emendamento che prevede vaccinazioni anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici. Su quest’ultimo si attende, pero’, il parere della Commissione Bilancio che arriverà oggi prima dell’approdo in Aula. Sono queste le novita’ principali del testo che prevede l’obbligatorieta’ delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola.

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Su tutta l’operazione “vaccini obbligatori” cala, però, un velo di conflitto di interesse.

Infatti, con un’articolata interrogazione con risposta orale in Commissione, sottoscritta dai senatori del gruppo Articolo1 Mdp (prime firmatarie Dirindin e Lo Moro) – si legge in una nota – si chiedono al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute chiarimenti sulla delicata situazione venutasi a creare a seguito del consistente finanziamento effettuato dalla Merck Sharp & Dohme, una delle maggiori aziende farmaceutiche del mondo, leader nella lotta contro le malattie prevenibili con vaccinazione, a favore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma per la chiamata diretta di un professore di prima fascia nel settore scientifico Igiene generale e applicata della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

L’Università Cattolica vede fra i propri autorevoli componenti il prof. Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Sanità pubblica fino al 2015 ed ora presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ISS, l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale. L’ISS ha svolto un ruolo significativo nella predisposizione del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, in particolare all’interno del Gruppo di lavoro interistituzionale “Strategie Vaccinali”, mentre il prof Ricciardi ha svolto un ruolo attivo di supporto tecnico-scientifico nella predisposizione del decreto legge 73/2017 sui vaccini, in corso di esame al Senato,e nella valutazione degli emendamenti al primo articolo dello stesso.

Gli interroganti si rivolgono al Governo per sapere, in particolare, “se non si ritenga che, in una materia così delicata come quella della obbligatorietà delle vaccinazioni ed in un contesto così difficile come quello che si sta creando in relazione alle esitazioni vaccinali, sarebbe stato opportuno evitare, almeno la coincidenza temporale, di ogni possibile situazione di interessi in conflitto (ancorché solo potenziali)”, prosegue la nota.

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