Vacca (M5S): numero docenti in più si deciderà più avanti. Linee guida migliorabili

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Gianluca Vacca, capogruppo del M5S in Commissione Cultura, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

“Non capisco la mobilitazione di oggi. Molte critiche fatte mi sembrano pretestuose o fatte da gente che non ha letto bene le linee guida. Quando si dice che non ci sono le risorse si afferma il falso. E’ chiaro che le risorse non vengono stanziate nelle linee guida, ma nei decreti e nel Dl Rilancio c’è 1 miliardo e mezzo per l’emergenza scuola. Chi dice che il potenziamento dell’organico non c’è fa una critica pretestuosa, le scuole sanno benissimo che il numero di docenti in più si deciderà soltanto dopo che le stesse scuole avranno inviato il fabbisogno al Ministero. Ho rispetto per i sindacati, ma sono gli stessi sindacati che negli ultimi mesi hanno attaccato il governo ed hanno proclamato lo sciopero della scuola nell’ultimo giorno di scuola. Non so se è perché il ministro del M5S, ma mi sembra ci sia stato un tentativo da parte di alcune componenti della scuola di strumentalizzare anziché fare squadra. Il governo ha posto l’obiettivo di far tornare i nostri ragazzi in sicurezza a scuola a settembre. Chiediamo un clima di collaborazione da parte di tutte le componenti. Se c’è qualcosa da migliorare nelle linee guida si migliorerà nella conferenza Stato-Regioni”

Sulla riapertura delle scuole. “E’ un momento particolarmente difficile per tutti, stiamo vivendo una fase che non ha precedenti, comprendiamo le paure, i dubbi, che sono spesso i nostri e le risposte che stiamo cercando di dare sono risposte che per la prima volta stiamo costruendo insieme –ha affermato Vacca-. Detto questo, le reazioni anche scomposte di ieri non le ho capite bene. Molte critiche che sono state fatte mi sembrano pretestuose o fatte da gente che non ha letto bene le linee guida. Quando si dice che non ci sono le risorse si afferma il falso. E’ chiaro che le risorse non vengono stanziate nelle linee guida, ma nei decreti e nel Dl Rilancio c’è 1 miliardo e mezzo per l’emergenza scuola. E tra le finalità di quelle risorse c’è anche il potenziamento dell’organico dei docenti, c’è un fondo apposta. E il governo si sta impegnando a stanziare altre risorse importanti solo per la ripresa dell’attività didattica. Chi dice che il potenziamento dell’organico non c’è fa una critica pretestuosa, le scuole sanno benissimo che il numero di docenti in più si deciderà soltanto dopo che le stesse scuole avranno inviato il fabbisogno al Ministero. Non capisco questa mobilitazione di oggi. Ho rispetto per i sindacati, ma sono gli stessi sindacati che negli ultimi mesi hanno attaccato il governo ed hanno proclamato lo sciopero della scuola nell’ultimo giorno di scuola. Ho l’impressione che alcune volte si strumentalizzino certe situazioni. Leggendo ieri le critiche del tutto infondate e irragionevoli, non so se è perché il ministro del M5S, ma mi sembra ci sia stato un tentativo da parte di alcune componenti della scuola di strumentalizzare anziché fare squadra in un momento così delicato. Tutti commettono errori, anche il governo ne avrà commessi, ma il governo ha posto l’obiettivo di far tornare i nostri ragazzi in sicurezza a scuola a settembre. Chiediamo un clima di collaborazione da parte di tutte le componenti. Se c’è qualcosa da migliorare nelle linee guida si migliorerà nella conferenza Stato-Regioni”.

Sul finanziamento alle paritarie. “Non siamo contro le paritarie. Noi abbiamo detto semplicemente che nel dl Rilancio ci sono già misure emergenziali anche per le scuole paritarie dell’obbligo, se ci devono essere degli stanziamenti ulteriori è necessario destinarle alla scuola statale. Le scuole paritarie hanno già avuto il loro. Se c’è da intervenire su nidi e scuole d’infanzia paritarie, che sono rimasti chiusi, allora bene, ma se ci sono risorse ulteriori da stanziare la priorità deve essere la scuola statale”.

Per la musica il M5S ha proposto tre emendamenti che riguardano equo compenso digitale, rimborsi di concerti non riprogrammati e fondi MIBACT. “La legge non prevede un compenso equo per i cantanti ogni volta che un loro brano viene ascoltato sulle piattaforme streaming, come invece avviene per gli artisti del cinema. Attraverso i contratti che i vari artisti stipulano, le case discografiche riescono a distribuire un po’ di royalties, ma non c’è l’obbligo di legge, quindi chi ha maggiore forza contrattuale riesce ad avere più contributi, chi invece non ce l’ha a volte non prende proprio nulla. Stiamo proponendo un emendamento per coprire questo buco normativo”.

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