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Va restituita la quota di assegno unico per il periodo percepito al 100

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La quota di assegno unico percepito al 100% da un solo genitore va restituita all’altro genitore se la richiede?

A differenza di quello che accadeva con l’assegno al nucleo familiare, l’assegno unico può essere ripartito in quote uguali tra entrambi i genitori. E la cosa è stata ampiamente pubblicizzata. Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Salve,
Io e il mio ex compagno abbiamo una figlia in affidamento condiviso con permanenza prevalente presso di me ( anche se sono 18 mesi che per sua scelta non vede la bambina!!!!)
Preciso che in sentenza non è specificato in che misura stanziare i contributi statali per i figli. A maggio ho fatto la domanda di assegno unico richiedendolo al 100%, avendo letto che in caso di affidamento condiviso con collocamento presso un genitore si poteva optare per la richiesta al 100% e sapendo che in qualsiasi momento il mio ex avrebbe potuto modificare la domanda e richiedere la sua parte al 50%. Infatti successivamente, da settembre percepisco l’assegno per metà ma ora lui mi ha richiesto di restituirgli il 50% degli arretrati dell’assegno unico percepito da marzo ad agosto. Può farlo? Rischio qualcosa se non glieli restituisco? Tra l’altro lui ha altri due figli con un altra compagna, mia figlia doveva includerla nella sua domanda o doveva semplicemente modificare la domanda da me presentata?
Vi ringrazio infinitamente.

Restituzione quota assegno unico?

Mi permetto di dirle che non è tenuta a restituire nulla. La domanda che ha modificato a settembre il suo ex marito poteva modificarla, se non era d’accordo con la sua scelta, anche a marzo. Ma non lo ha fatto. Se non ha ricevuto, quindi, la sua quota di assegno unico lo deve solo e soltanto alla sua indolenza e non al fatto che lei abbia percepito il 100% dell’importo.

Le dirò di più. Se a marzo lei avesse scelto di percepire il 50% dell’assegno unico senza indicare l’IBAN del suo ex marito, il 50% a lui spettante sarebbe andato perduto. E non avrebbe potuto chiedere gli arretrati all’INPS a settembre.

Pertanto le dico che non rischia assolutamente nulla a non restituire l’importo che lui pretende. La normativa, infatti, dice che se uno dei due genitori sceglie di percepire il 100% dell’importo l’altro, in qualsiasi momento, può modificare la domanda per richiedere la sua quota.

Per rispondere alla sua ultima domanda: no, non doveva inserirla nella domanda con le altre figlie avute da altra madre. L’ISEE sul quale viene erogato l’assegno unico per la bambina è quello in cui appare il suo stesso codice fiscale e, di fatto, è l’ISEE che presenta lei, la madre con cui convive.  Il padre per avere la sua parte di assegno unico doveva solo modificare la domanda presentata da lei. Avrebbe potuto presentare lui la domanda, ed in quel caso l’avrebbe presentata insieme a quella delle altre due figlie, inserendo, però, nella scheda della bambina il suo codice fiscale come altro genitore. Ed in quel caso sarebbe stata lei a dover modificare la domanda presentata da lui.

Con l’assegno unico, l’inconveniente è che a presentare domanda possono essere entrambi i genitori. Ma serve l’ISEE di quello con cui il bambino convive.

 

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