Va in pensione e chiede adeguamento dell’importo al nuovo contratto, il Ministero non aveva pagato gli arretrati. Cosa hanno detto i giudici

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Il ricorrente, già dipendente del Ministero dell’Istruzione, cessato dal servizio sollecitava l’Inps, Ufficio Scolastico Territoriale e l’istituto scolastico sua ultima scuola di lavoro, affinchè procedessero, oltre che alla riliquidazione della buonuscita, alla riliquidazione della pensione ed i relativi arretrati tenendo conto degli aumenti contrattuali previsti dal CCNL, comparto Istruzione e Ricerca del 19.04.2018. Tutti i solleciti restavano senza esito. Dunque si vedeva costretto ad agire in giudizio.

La questione

Il ricorrente ha, presentato il ricorso sostenendo che il personale scolastico andato in pensione dall’1.01.2016 al 31.12.2018 ha diritto all’adeguamento dell’importo della pensione secondo quanto previsto all’art. 36 del CCNL 2016-2018 e chiedendo di dichiarare il suo diritto al riconoscimento degli incrementi stipendiali previsti dalla tabella A1 di cui al CCNL 19.04.2018 Comparto Scuola ed il suo conseguente diritto all’adeguamento ed alla rideterminazione della base per il ricalcolo della pensione, condannando l’INPS a procedere alla riliquidazione della sua pensione con riconoscimento delle differenze tutte dovute sui ratei di pensione sin qui maturati, maggiorate degli interessi o della eventuale rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo, oltre le spese a favore del procuratore antistatario.

Per la riliquidazione della pensione è necessario che vengano pagati gli arretrati

Nella sentenza in commento 58/24 della Corte dei Conti per la Lombardia  si rileva che l’INPS ha fatto presente che non può riliquidare la pensione se il datore di lavoro non adempie agli oneri suoi propri ossia pagare gli arretrati retributivi e mandare nuove denunce contributive aggiornate. Nel caso di specie il MIUR non aveva provveduto a tali adempimenti prima della proposizione del ricorso. L’INPS aveva sollecitato il MIUR ed aveva anche chiesto la concessione di un rinvio in attesa della ricezione dei dati. Successivamente il ministero ha provveduto ad adempiere quando richiesto dall’INPS e pertanto il caso in questione si è chiuso con la cessazione della materia del contendere.  Si tratta di uno dei tanti contenziosi che hanno per oggetto vicende previdenziali e che discendono da rapporti intrecciati tra INPS e Ministero dell’Istruzione e scuole, tenendo conto che le scuole negli ultimi anni sono state chiamate a gestire incombenze non di propria competenza giuridica, come il sistema Passweb.

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