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Docente di materia può chiedere utilizzazione su sostegno per il 2022/23: requisiti necessari

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Il docente titolare su materia può chiedere utilizzazione sul sostegno anche se non è soprannumerario. Bisogna avere i requisiti e rispettare precise condizioni previste nel contratto

Una lettrice ci scrive:

Sono una docente con titolarità su francese nella scuola secondaria di primo grado nel comune dove abito. Per il prossimo a.s. vorrei chiedere l’utilizzo su sostegno (avendone il titolo di specializzazione) in una scuola che non sia quella di titolarità ovvero nell’altra scuola media del mio comune o fuori comune. Rischio di capitare in quella in cui sono titolare anche se non la indico tra le mie scelte? Sono obbligata a scegliere altre scuole sullo stesso comune come avviene per l’assegnazione provvisoria o posso scegliere tutte scuole fuori comune? Vi sarei veramente grata se poteste rispondermi. Vi ringrazio molt0

L’utilizzazione è un movimento annuale che può essere richiesto dai docenti che rientrano in una delle condizioni previste (dalla lettera a) alla lettera n) nell’art.2 del CCNI, contratto stipulato per il triennio 2019/20-2020/21-2021/22 e prorogato per un altro anno scoastico, quindi valido anche per il 2022/23

Utilizzazione sul sostegno del docente titolare su materia

L’utilizzazione sul sostegno del docente titolare su materia, movimento che interessa la nostra lettrice, è prevista  nella lettera f) del succitato art.2, dove si chiarisce che possono chiedere utilizzazione anche se non sono soprannumerari, trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata, i docenti titolari su insegnamento curricolare in possesso del titolo di specializzazione di sostegno che chiedono di essere utilizzati sul sostegno

Questo movimento annuale, però, come previsto nella lettera f), può essere chiesto soltanto nel grado di istruzione di titolarità

Nessun vincolo per le preferenze

Nella domanda di utilizzazione sul sostegno per il docente specializzato e titolare su materia, non si deve rispettare alcun vincolo nell’indicazione delle preferenze.

Il docente che presenta domanda può, quindi, inserire le scuole che più gradisce a prescindere dal comune in cui sono ubiacate. Non è obbligato, infatti, a inserire la scuola di titolarità o il comune di titolarità.

Potrà ottenere il movimento richiesto soltanto in una delle sedi richieste nella domanda, per cui il timore espresso dalla nostra lettrice (“Rischio di capitare in quella in cui sono titolare anche se non la indico tra le mie scelte?”) è quindi infondato

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