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Utilizzazione e assegnazione provvisoria: quali differenze tra i due movimenti

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie sono movimenti annuali che richiedono diversi requisiti. Quali differenze e quali conseguenze

Un lettore ci scrive:

“Sono un docente soprannumerario, vorrei capire la differenza tra le due tipologie di mobilità in oggetto. Se tutte e due consentono di mantenere l’anzianità di servizio nella scuola di titolarità”

La mobilità annuale viene disposta per un anno scolastico consentendo al docente di lavorare in una scuola diversa da quella di titolarità, senza in questo modo modificare la scuola in cui risulta titolare

Comprende due distinti movimenti, l’utilizzazione e l’assegnazione provvisoria, che richiedono requisiti diversi, in presenza dei quali il docente può presentare ambedue le domande

Utilizzazione

I requisiti necessari per chiedere utilizzazione sono indicati nell’art.2 del CCNI, dove si stabilisce che possono chiedere utilizzazione i docenti soprannumerari, trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata, in esubero provinciale o appartenenti a classe di concorso in esubero provinciale

Possono inoltre chiedere utilizzazione anche i docenti che non rientrano in una delle categorie indicate e chiedono, come specializzati sul sostegno e titolari su materia, solo sostegno nel grado di titolarità, oppure, come docenti titolari su insegnamento curriculare, chiedono di essere utilizzati su posti istituiti presso le strutture ospedaliere o presso le istituzioni carcerarie nonché sulle sedi di organico dei C.P.I.A. e sui posti relativi ai percorsi di secondo livello previsti del DPR 263/12

Assegnazione provvisoria

I requisiti necessari per chiedere assegnazione provvisoria sono indicati nell’art.7 del CCNI, dove si stabilisce che è possibile chiedere assegnazione provvisoria per una delle seguenti motivazioni:

  • ricongiungimento ai figli o agli affidati di minore età con provvedimento giudiziario
  • ricongiungimento al coniuge o alla parte dell’unione civile o al convivente, ivi compresi parenti o affini, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica
  • gravi esigenze di salute del richiedente comprovate da idonea certificazione sanitaria
  • ricongiungimento al genitore

Movimento a  domanda o d’ufficio

L’assegnazione provvisoria è un movimento annuale esclusivamente volontario e può essere disposto soltanto in presenza di cattedra o posto disponibile in una delle scuole richieste.

Non esiste, quindi, l’AP d’ufficio

L’utilizzazione è un movimento annuale che può essere disposto sia a domanda che d’ufficio.

Il docente che ha una sede di titolarità potrà essere utilizzato solo a domanda e se non ci saranno disponibilità nelle scuole richieste non otterrà l’utilizzazione e lavorerà nella scuola di titolarità

Il docente soprannumerario o in esubero provinciale che non ha ottenuto una scuola di titolarità in fase di mobilità, non avendo una sede su cui prestare servizio dovrà essere obbligatoriamente utilizzato, a domanda se potrà essere soddisfatto in una delle preferenze espresse oppure d’ufficio in una sede disponibile non richiesta nella domanda

Sulle modalità e criteri per l’utilizzazione d’ufficio si rimanda all’articolo sull’argomento pubblicato da OrizzonteScuola

https://www.orizzontescuola.it/utilizzazione-dufficio-per-docenti-in-esubero-provinciale-criteri-e-regole/

Conseguenze sul punteggio di continuità

L’utilizzazione non ha alcuna conseguenza sul punteggio di continuità, che il docente continua a maturare come se svolgesse il servizio nella scuola di titolarità per la stessa tipologia di posto e classe di concorso

L’assegnazione provvisoria, invece, interrompe la continuità e fa perdere tutto il relativo punteggio maturato nella scuola di titolarità.

L’unica eccezione interessa il docente trasferito nell’ottennio quale soprannumerario che abbia chiesto, in ciascun anno dell’ottennio medesimo, il rientro nell’istituto di precedente titolarità, che chiede e ottiene assegnazione provvisoria nella provincia di titolarità.

Ottenere assegnazione provvisoria interprovinciale, invece come esplicitato nella nota 5) della tabella di valutazione allegata al CCNI,  determina comunque la perdita del punteggio di continuità a partire dalla mobilità del 2020/2021, mentre continua a permanere il diritto di rientro.

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