Utilizzare i robot nella didattica, quanti e quali per ordine e grado di scuola

di Antonietta D'Oria

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Nell’ultimo decennio la scelta di questi strumenti si è, oltre che ampliata, anche diversificata.

Per ogni grado di scuola è possibile scegliere un prodotto adatto sia all’età degli allievi che al progetto che si vuole attivare, singolarmente o per classi parallele, a gruppi aperti, in percorsi di peer to peer con gradi di scuola diversi o progetti di alternanza scuola lavoro.

La robotica educativa è ormai entrata nella scuola grazie ad una normativa del Ministero che lo prevede, ma soprattutto grazie a tanti docenti che hanno deciso di mettersi in gioco; perchè con la robotica educativa si ragiona e si sperimenta, si programma e si costruisce.

Gli studenti sono incuriositi e stimolati ad apprendere qualsiasi disciplina che sia arricchita da percorsi di robotica educativa e creativa. Si parte dalla fase laboratoriale, dal concreto, progettando e costruendo, sbagliando e riprovando perchè l’errore diventi la molla per imparare sempre meglio. I ragazzi non concluderanno il lavoro fino a quando, davanti ai loro occhi, l’oggetto costruito e programmato non farà i …suoi primi passi o dirà le sue prime parole.

Robotica per ordini e gradi di scuola

Ad esempio: nella scuola dell’infanzia sono adatti ad essere inseriti nelle attività quotidiane robottini come l’apina BeeBot, la Blue Bot, Cubetto, Doc, la linea Lego Education (Coding Express, con il quale si apprendono le prime nozioni di coding), i Lego WeDo che abbinano alla costruzione creativa del prodotto la programmazione semplice, per blocchetti, come Programma il Futuro.it di Code.org. e tanti altri prodotti, oltre al tinkering e alla robotica creativa. Molti di questi strumenti sono adatti anche per fare coding unplugged (coding senza strumentazioni informatiche).

Nella scuola primaria l’offerta si diversifica e non solo. La linea Lego Education offre kit come i Lego WeDo e le versioni successive Lego WeDo 2.0 e Boost; Lego Braille Bricks per bambini non vedenti e ipovedenti. Ci sono poi: Mbot, Pro-Bot, Little Bits, Dash & Dot, il Makey Makey e la linea Mindstorms con cui è possibile fare percorsi di coding e coding unplugged.
Nella scuola secondaria di primo e secondo grado la difficoltà aumenta con l’avanzare dell’età e gli strumenti cambiano. Anche in questo caso la linea Lego Education offre diversi prodotti della linea Lego Mindstorms; Microbit, Arduino e le sue grandi possibilità di essere adattato alla robotica creativa, MBot, Nao, per citarne alcuni.

Con la robotica creativa entra in gioco anche il riciclaggio, come per le attività di alcuni robottini, dove la parte narrativa e lo storytelling si arricchiscono di scenografie realizzate con materiali di riciclaggio o nel caso del Lego WeDo 2.0 dove è possibile trovare progetti legati al riciclaggio e allo sviluppo sostenibile e consapevole nella sezione dedicata alla documentazione, presente nel software collegato al kit. Questo solo per citare qualche piccolo esempio.

Quanti robot ?

Non esiste un numero preciso. La domanda che spesso mi viene posta è?
Con una classe di 20-25 studenti, quanti kit è necessario avere?
E’ ben risaputa la difficoltà di acquistare questi strumenti, in tante scuole dove le risorse si riducono all’essenziale. Molte, con la partecipazione ai PON e la vincita di somme destinate all’acquisto di materiale digitale, kit mobili, LIM o alla realizzazione di progetti, aule multimediali e sensoriali, nuovi ambienti di apprendimento, sono riuscite a dotarsi di strumenti di robotica educativa. Altre hanno utilizzato i finanziamenti delle scuole o dei Comitati genitori. Tanti docenti acquistano personalmente i kit di cui hanno bisogno.

La presenza di 3-4 kit in un’aula è ottimale, ma un po’ utopistica. Il lavoro di squadra, il cooperative, la collaborazione ci vengono incontro. Attivando percorsi dove ogni gruppo lavora una porzione del progetto: dalla costruzione, alla documentazione, alla elaborazione, alla programmazione, alla valutazione e all’autovalutazione…anche un solo kit può essere sufficiente.

La robotica educativa promuove attitudini e capacità, arricchisce conoscenza e curiosità stimolando il lavoro di gruppo e la cooperazione in un metodo di studio basato sui concetti di problem solving e learning by doing. Sviluppa il pensiero computazionale e….aiuta a pensare.

Community sui social network sono ricche di esperienze di docenti che rendono fruibili le proprie attività didattiche arricchendo l’offerta formativa di insegnanti che vogliono provare o …cominciare. In commercio, oltre ai robot, anche on line e per alcuni, anche con l’acquisto attraverso la carta del docente, si trovano corsi sulla robotica educativa. On line dove i prodotti vengono presentati nelle varie parti e funzioni e, come nel caso di quelli presentati da Orizzonte Scuola Formazione, a cui viene abbinata una esperienza didattica a scuola, attraverso percorsi strutturati in un Moodle; in presenza, dove l’aspetto laboratoriale, il toccare con mano il robot, sperimentarlo in prima persona aiuta ad imparare facendo e…giocando (Learning by doing).

E’ molto importante contestualizzare l’utilizzo di questi strumenti per renderli efficaci. Lo storytelling, le ambientazioni scientifiche, antropologiche, narrative, fantastiche diventano il tappeto di un percorso dove il digitale, insieme alla robotica educativa e creativa, il tinkering, le app e gli strumenti digitali possono coesistere e innovare la didattica o almeno…provarci. Impariamo esplorando…

Robotica educativa nella scuola primaria e dell’infanzia – CUBETTO

Robotica educativa nella scuola primaria e dell’infanzia – Lego We Do

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