Uscita autonoma da scuola, le regole da rispettare per gli studenti e i genitori

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La normativa scolastica si esprime con chiarezza in merito all’uscita anticipata degli studenti minorenni. Quando un alunno minorenne è a scuola, rientra sotto la tutela e la responsabilità dell’istituzione scolastica, in particolare dei docenti in orario di lezione.

L’uscita anticipata è consentita soltanto in circostanze specifiche, prevalentemente per motivi di salute come malori o visite mediche, o per richieste motivate di natura familiare o personale. In queste situazioni, il genitore o chi esercita la patria potestà sull’alunno di età inferiore ai 18 anni (o un delegato, mediante autorizzazione scritta) può richiedere l’uscita anticipata.

La richiesta può essere formulata per iscritto o tramite la presenza fisica del genitore o del delegato, il quale dovrà esibire un documento di identità per l’opportuna verifica.

Ogni istituto scolastico adotta un regolamento interno che definisce le modalità di gestione di tali situazioni, in linea con la normativa vigente. Il regolamento è fondamentale per garantire la sicurezza e il rispetto delle procedure.

Importante è sottolineare che, secondo la Legge 172 del 2017, i genitori o i tutori possono autorizzare gli alunni minori di 14 anni a recarsi autonomamente a casa al termine delle lezioni. L’autorizzazione rimane valida per l’intero percorso di studi nell’istituto specifico.

La nota ministeriale del 12 dicembre 2017

Il Ministero dell’Istruzione, il 12 dicembre 2017, ha pubblicato una nota, al fine di illustrare la disposizione normativa e fornire apposite indicazioni richiamando l’articolo 19 bis del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito nella legge 4 dicembre 2017, n. 172. Secondo questa norma, una volta rilasciata l’autorizzazione, il personale scolastico viene esonerato dalla responsabilità legata all’obbligo di vigilanza al termine dell’orario scolastico. La norma estende la sua applicabilità anche ai servizi di trasporto scolastico gestiti dagli enti locali. I genitori possono autorizzare l’utilizzo autonomo di tali servizi per i minori, esonerando le figure responsabili dalla vigilanza durante la salita, discesa e l’attesa ai mezzi di trasporto.

L’obbligo di vigilanza sugli allievi spetta in via preminente ai docenti

L’obbligo di vigilanza sugli allievi per tutto il tempo in cui essi sono affidati spetta in via preminente al personale docente. La responsabilità dei docenti rispetto all’obbligo di vigilanza è disciplinata dagli articoli 2047 e 2048 del codice civile: “In caso di danno cagionato da persone incapaci di intendere e di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto” (2047). […] “I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto”(2048). L’art. 29 comma 5 del CCNL 29/11/2007 richiama tale obbligo, riferendolo a due particolari momenti della vita scolastica: “Per assicurare l’accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita degli alunni medesimi”.

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