Uscita alunni, Anief: misure PD inefficaci. Necessaria norma a supporto dei regolamenti di istituto

di redazione
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comunicato Anief – La sentenza della Cassazione Civile, Sezione III, n. 21593 del 19 settembre scorso ha sollevato un vespaio di polemiche sul problema dei minori di 14 anni che vanno a casa da soli dopo l’uscita da scuola: la sentenza ha sottolineato che “l’attività di vigilanza esercitata dalla istituzione scolastica non deve arrestarsi, fino a quando gli alunni dell’istituto non vengano presi in consegna, da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza”.

Ne è scaturito un dibattito tutto interno al PD: dapprima, la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha dichiarato che “i ragazzini di 14 anni vanno protetti in base a una legge per la tutela dei minori. La legge in vigore va rispettata, non si transige sull’obbligo di presenza di un familiare all’ingresso e all’uscita di scuola”. Poi sempre la Ministra ha aggiunto: “L’autonomia è importante ma si può sperimentare anche di pomeriggio. E se i genitori non possono, vadano i nonni fuori scuola, è così piacevole per noi nonni farlo…”

Dopo le sue parole le prime ad insorgere sono state le famiglie, supportate da pareri di psicologi ed educatori. Così, per agevolare i ragazzini “indipendenti”, è intervenuta la responsabile Scuola dello stesso Partito Democratico, l’on. Simona Malpezzi: “Comprendiamo – ha detto – le preoccupazioni della ministra: la sentenza della Corte di Cassazione di Firenze ha aperto una questione delicata rispetto al tema dell’uscita da scuola dei ragazzi delle medie. Tuttavia, crediamo sia necessario trovare una soluzione che consenta ai genitori di scegliere se far tornare o meno i figli da soli a casa e che liberi i dirigenti scolastici da ogni responsabilità”. E aveva annunciato una proposta di legge più “libertaria”.

Sul tema ha provato a fare chiarezza il presidente Anief e Udir Marcello Pacifico, secondo cui “la responsabilità dei giovani, una volta usciti dal perimetro scolastico, non può essere additata ancora agli insegnanti, al personale Ata o al dirigente scolastico”. Il sindacalista autonomo ha ricordato che “proprio perché la scuola ha il dovere di assolvere al compito della sorveglianza viene da sé che l’impegno e la responsabilità che la scuola ha nei confronti dei suoi alunni non può sforare il tempo scuola. Su questo il Miur dovrebbe essere chiaro invece di mandare inviti alle famiglie perché si organizzino affinché vi sia sempre un adulto all’uscita da scuola, un genitore o uno dei nonni o comunque un adulto fidato che li prenda per mano”.

L’on. Simona Malpezzi ha, dunque, provato a porre rimedio al problema con un emendamento ad hoc, ora al vaglio delle Commissioni del Senato all’interno del testo della Legge di Stabilità 2018 giunto a Palazzo Madama, per essere inserito nella prossima Legge di Bilancio. Il provvedimento si intitola “Misure volte a incentivare il processo di autoresponsabilizzazione dei minori di 14 anni, finalizzate a consentire l’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici”: si compone di un solo articolo, diviso in due commi, che prevede la possibilità per i genitori di autorizzare l’uscita autonoma da scuola dei figli minori di 14 anni, sollevando la scuola da ogni responsabilità. Come da tradizione, da una prima lettura della relazione tecnica sembra che la montagna abbia partorito il topolino.

Chi stabilisce l’autonomia dei ragazzi? I genitori? Se per caso succede qualcosa al giovane chi interviene, nuovamente il giudice? Per non parlare della possibilità di generare ancora più confusione, con parte della classe autorizzata a uscire da sola e parte no.

Agli interrogativi ha cercato di rispondere ancora Marcello Pacifico: “La soluzione al problema, predisposta dal PD, non ci piace – spiega il presidente – perché quello che veramente serve è approvare una norma che intervenga a supporto dei regolamenti di istituto: infatti, anche con questo provvedimento proposto dal primo partito di Governo, sarebbe necessario un’autorizzazione specifica di ogni singolo genitore. Ancora di più se consideriamo che, a causa dei tagli per le solite ragioni di spending review, sono sempre più frequenti i casi, soprattutto alle medie, di istituti, non sedi centrali, dove già subito dopo l’ora di pranzo si chiudono le porte per mancanza di personale. Quindi, esortiamo la Ministra e il Partito Democratico ad elaborare un provvedimento più efficace del testo presentato, oltre a trovare maggiori risorse per le scuole: occorre evitare, come è successo quest’anno, di incorrere in ulteriori tagli”, conclude il sindacalista autonomo.

02 novembre 2017

Ufficio Stampa Anief

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