Uscire a riveder le stelle: orientare gli studenti all’Astronomia con un concorso dedicato

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Alcuni tra i tanti modi di dire che sentiamo ogni giorno assicurano che chi sta con la testa tra le nuvole, chi guarda e va per aria e chi in aria costruisce castelli non è che andrà poi tanto lontano.

A smentire queste antiche certezze popolari ci pensa Almalaurea, l’indagine sull’occupazione dei laureati italiani, da cui emerge che invece alcuni particolari “amanti del cielo” trovano lavoro molto più rapidamente, e con una remunerazione più elevata, di chi invece sta coi piedi per terra.

Ci riferiamo in questa sede a quelle classi di laurea che hanno a che fare con lo studio e l’esplorazione del cielo, dello spazio e delle stelle. Se, infatti, tutti laureati italiani trovano lavoro nell’85% dei casi (a 3 anni dal conseguimento del titolo) con uno stipendio medio di 1.300 euro al mese, a coloro che sognano le stelle va decisamente meglio:

  • Ingegneria astrofisica e aerospaziale: il 95% dei laureati nella classe trova lavoro a 3 anni dalla laurea, percependo in media uno stipendio di 1.691 euro
  • Fisica (a cui appartiene Astrofisica): il 90% di laureati nella classe trova lavoro a 3 anni dalla laurea, per uno stipendio medio di 1.370 euro
  • Scienze dell’universo: il 90% di laureati nella classe trova lavoro a 3 anni dalla laurea, per uno stipendio medio di 1.350 euro

Per questo motivo non sembra tanto bizzarro spingere i giovani studenti e le giovani studentesse ad alzare la testa, per sognare magari una professione che abbia a che fare con l’Astronomia, l’Astrofisica o con materie affini.

Insomma, invitare i più giovani a uscire a riveder le stelle può rappresentare anche una buona pratica in termini di orientamento. E un modo interessante per farlo può essere indirizzarli a partecipare a un concorso indetto dalla Società Astronomica Italiana e dall’Istituto Nazionale di Astrofisica/Osservatorio di Brera in collaborazione con il MIUR. Si tratta del concorso nazionale per studentesse e studenti delle scuole secondarie di I e II grado intitolato all’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli, i cui studi hanno fatto la storia dell’Astronomia tra l’Ottocento e il primo Novecento.

Il concorso, a cui è possibile partecipare entro il 15 febbraio 2019, richiede alle studentesse e agli studenti di misurarsi con un testo scritto che rifletta sulle scoperte astronomiche che negli ultimi cento anni hanno cambiato radicalmente il modo di vedere l’universo e, di conseguenza, il mondo in cui viviamo. A coloro che saranno giudicati vincitori, l’organizzazione del concorso assegnerà premi in libri e strumenti astronomici (maggiori informazioni sul concorso, con il bando completo, sono disponibili qui).

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