USB. No a blocco contratti e chiusura uffici territoriali. Ribadito in prima commissione anche da Confedir

di
ipsef

red – Ieri, il sindacato USB è stato audito in Commissione affari costituzionali ed ha ribadito il suo no al blocco contratti e al "riordino" degli uffici territoriali statali previsto dalla Spending Review disposta da Monti. Dr.ssa Barbara Casagrande (ANIEF-CONFEDIR) su taglio uffici: "Non è chiaro il risparmio di spesa che si produrrebbe"

red – Ieri, il sindacato USB è stato audito in Commissione affari costituzionali ed ha ribadito il suo no al blocco contratti e al "riordino" degli uffici territoriali statali previsto dalla Spending Review disposta da Monti. Dr.ssa Barbara Casagrande (ANIEF-CONFEDIR) su taglio uffici: "Non è chiaro il risparmio di spesa che si produrrebbe"

Partiamo dal blocco dei contratti. Una delegazione dell’USB Pubblico Impiego è intervenuta ieri mattina in audizione presso la Prima Commissione del Senato, Affari costituzionali. All’ordine del giorno, la proroga del blocco dei contratti per oltre 4 milioni di lavoratori pubblici e del tetto alle loro retribuzioni

L’’USB P.I. ha chiesto l’immediata apertura del rinnovo contrattuale e lo stanziamento di risorse per gli aumenti contrattuali.
L’USB ha sottolineato il forte danno già prodotto dal blocco dei contratti in atto, danno enormemente sottostimato dalle altre organizzazioni sindacali presenti in audizione, che si aggira su una media di 60 mila Euro per un lavoratore con 20 anni di servizio.

Per l’’USB, l’apertura della stagione contrattuale deve essere preceduta da stanziamenti concreti, così come è già stato fatto per banche ed imprese, e non una semplice procedura formale, come proposto dalla CGIL, la quale ha chiesto l’apertura della contrattazione a prescindere dalle risorse economiche.

Stesso veto per la chiusura degli uffici territoriali dello Stato che si trasformerebbe in "chiusure di servizi e di uffici, con immaginabili conseguenze su lavoratori ed utenti.

Per l’ANIEF-CONFEDIR "lo schema di DPR sulla riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio appare intempestivo e bisognoso di un ulteriore momento di approfondimento". Così il Responsabile Confederale CONFEDIR per lo Stato, dr.ssa Barbara Casagrande, in audizione alla I Commissione, Affari Costituzionali, al Senato.

"Non è chiaro – continua – il risparmio di spesa che si produrrebbe, mentre è evidente una mancata armonizzazione con altre norme esistenti, che già razionalizzano e ottimizzano i servizi logistici sul territorio, come, ad esempio, la Legge 247/2007 e il DI del 28 marzo 2008, sui i poli integrati del Welfare".

"Inoltre, – conclude il comunicato – alcune previsioni recate sono mera duplicazione dell’esistente: si fa riferimento alle funzioni già in capo alle prefetture di cui al DPR 180/2006 di intervenire per evitare  disfunzioni o anomalie nell’attività  amministrativa di un ufficio periferico dello Stato".

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