USB, mobilità: vincolo triennale in cambio della titolarità di scuola

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Comunicato USB – È di ieri la notizia dell’accordo raggiunto tra Cgil, Cisl, UIL, Snals e Gilda sulla mobilità 2019, con l’eliminazione delle preferenze di ambito e il ripristino della titolarità scuola.

Sembrerebbe una bella notizia, ed in parte lo è, se non fosse che parallelamente viene imposto, come stabilito nel CCNL 2016-2018, l’obbligo di permanenza triennale nella scuola ottenuta con la mobilità. In poche parole un passo avanti e tre indietro, con percentuali che cambiano leggermente a favore dei trasferimenti ma che, senza alcun intervento sulla trasformazione dei posti in organico di fatto in diritto, significano ben poca cosa e condannano gli esiliati a “stagnare” nelle regioni del Nord. Se da un lato la titolarità su scuola rappresenta un passo avanti, l’obbligo di permanenza triennale, stabilito da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda con la firma dello scorso contratto, oltre a disincentivare la crescita professionale e le aspirazioni individuali, impone un odioso vincolo mai esistito nella mobilità, che punisce i colleghi sul terreno della libertà di movimento, diritto sancito dalla Costituzione.

Ancora una volta i sindacati concertativi spacciano come vittoria un accordo al ribasso che scontenta tutti, docenti precari e docenti esiliati, mostrando come anche questo governo non abbia come priorità la scuola pubblica statale e come sia capace di provvedimenti a costo zero ma sia incapace di investire, nella legge di bilancio, nella scuola pubblica statale.

Il cambiamento continua a mancare.

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