USB. Contratto salario dignità. Sciopero generale 10 novembre

di redazione
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USB – Il rinnovo del CCNL, dopo nove anni di blocco salariale, è uno dei momenti principali dell’attività del Sindacato.

 È il momento di porre l’attenzione sui mancati riconoscimenti non solo economici, ma anche professionali, dei lavoratori del Pubblico Impiego tutto e della Scuola in particolare.

L’USB-Scuola avanza una serie di proposte da presentare al Governo, del quale non si conoscono ancora gli orientamenti, se non per quel che riguarda il ridicolo aumento di 85 euro mensili lordi e medi a regime promesso a novembre in piena campagna referendaria, aumento che comunque andrà ad incidere sull’equivalente attuale sgravio fiscale, riportando di fatto l’aumento a zero.

Per quanto riguarda la parte economica, in sintonia con tutto il P.I., riteniamo insufficiente un aumento di soli 85 euro dopo anni di mancato aggiornamento del contratto, e chiediamo l’adeguamento degli stipendi alla media europea o, comunque, un aumento non inferiore a 300 euro a parità di carico di lavoro.

In merito alla parte normativa, risulta imprescindibile porre rimedio ad alcune iniquità già incancrenite a causa dell’eccessivo periodo di vacanza contrattuale. Nello specifico occorre:

§  equiparare il personale precario a quello di ruolo in tutti gli aspetti normativi ed economici;

§  garantire la formazione obbligatoria, gratuita, libera e in orario di servizio;

§  garantire il diritto di assemblea in orario di lavoro a tutte le sigle sindacali che hanno la rappresentatività confederale;

§  garantire l’adeguamento stipendiale al titolo richiesto per l’accesso alla professione, con particolare riferimento alle diverse figure di personale ATA e ai docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, i quali risultano ancora inquadrati come “diplomati” nonostante il titolo d’accesso già dal 2001-2002 sia la Laurea in Scienze della Formazione Primaria;

§  evitare che il bonus premiale, la valutazione del merito e la chiamata diretta entrino nel contratto; destinare agli aumenti stipendiali collettivi l’intera somma nazionale prevista per il bonus premiale;

§  riconoscere il periodo di servizio pre-ruolo come valido al fine del vincolo quinquennale sul sostegno

§  valutare per intero, economicamente e giuridicamente, il servizio pre-ruolo;

§  per tutti i lavoratori aumento da 3 a 6 giorni dei permessi retribuiti per motivi personali nel corso dell’anno scolastico;

§  inserire nel contratto l’intero regolamento relativo al diritto allo studio, sottraendolo alla contrattazione regionale;

§  definire in maniera chiara ed inequivocabile che ferie, permessi congedi e aspettative, sono un diritto inalienabile del lavoratore e, pertanto, non sono soggette alla valutazione arbitraria del dirigente;

§  I vincitori del prossimo concorso a cattedra devono essere considerati immediatamente come lavoratori a tempo indeterminato, non soggetti al nuovo percorso di formazione in servizio (FIT);

§  riscrivere un dettagliato mansionario generale per il personale ATA da inserire nel CCNL;

§  adeguare gli organici ATA ai reali bisogni delle scuole tramite parametri inequivocabili e oggettivi che tengano conto del numero di alunni, della cubatura e del numero di plessi;

§  per il personale ATA, aumentare i giorni di ferie fruibili durante il periodo di attività didattica.

USB Scuola esorta i sindacati che andranno a contrattare col governo il rinnovo del contratto della scuola a non svendere il ruolo e la funzione del personale della scuola, docente e non docente, ritenendo che solo attraverso un giusto riconoscimento del lavoro che tali figure svolgono con passione e dedizione, il sistema scolastico italiano proseguirà nel suo percorso di qualità dell’istruzione pubblica statale che ha sempre contraddistinto i nostri studenti, adempiendo alla funzione, dettata dalla Costituzione della Repubblica, di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, assicurando a tutti i cittadini pari dignità sociale.

Infine, riteniamo doveroso che i sindacati che andranno a trattare il rinnovo del contratto rendano conto ai lavoratori di quanto avranno sottoscritto in loro nome, impegnandosi a sottoporre il nuovo contratto al giudizio dei lavoratori attraverso un referendum.

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