USB, la buona scuola è un attacco ai precari del Sud: costretti a scegliere tra lavoro e famiglia

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Dura attacco da parte del sindacato USBrelativament al piano assunzionale e alla riforma della scuola. "La questione meridionale – scrivono in un comunicato – emerge in tutta la sua tremenda attualità".

Dura attacco da parte del sindacato USBrelativament al piano assunzionale e alla riforma della scuola. "La questione meridionale – scrivono in un comunicato – emerge in tutta la sua tremenda attualità".

Il riferimento è al piano assunzionale e alla "deportazione", leggiamo dal comunicato "di migliaia di lavoratori, in questo caso docenti, costretti a scegliere, ancora una volta, tra il lavoro e la famiglia, con le bassissime retribuzioni che consentiranno appena di vivere nelle periferie delle grandi metropoli del Nord e le relative famiglie abbandonate nelle regioni del Sud."

L'operazione che ha avuto avvio per la fase B del piano assunzionale, definita dal sindacato "la lunga notte dei coltelli", riferendosi alla mezzanotte tra giorno 1 e giorni 2 settembre 2015, " il Miur ha chiuso in modo autoritario i conti con diecimila precari del Sud che hanno ricevuto una proposta di assunzione in una delle tante province del Nord da un algoritmo informatico che ha trasformato la storia personale di ogni singolo precario in un numero all’interno di una roulette russa senza precedenti."

Ma non èà finita, infatti nella fase C altri 55mila docenti saranno interessati a questo "esodo".

Secondo il sindacato, "il meccanismo per le assunzioni previste dalla Legge 107 del 2015 conferma il carattere reazionario, razzista e classista dello Stato italiano, soprattutto verso la parte meridionale del Paese."

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