USB. Adesso si restituisca dignità e salario ai lavoratori della scuola!

di redazione
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USB Scuola – Cgil, Cisl, Uil, Snals dicono di voler utilizzare il bonus premiale per aumenti stipendiali e tutto sul tabellare?

“Finalmente i sindacati confederali accettano una delle richieste dell’USB al tavolo contrattuale, dopo aver preteso per mesi che il bonus fosse oggetto di contrattazione d’istituto, quindi riservato a pochi, confermando che la campagna sul bonus di USB “a tutti o non lo vogliamo” non solo fosse giusta, ma che la gestione dello stesso da parte dei presidi sia stata molto spesso ai limiti del clientelismo” – dichiara Luigi Del Prete dell’esecutivo nazionale USB Scuola – aggiungendo che, però, “questa proposta non basta a recuperare la perdita di potere d’acquisto dei lavoratori della scuola in questi anni e la perdita netta di salario pari a circa 15mila euro in media a testa”.
È arrivato il momento che Cgil, Cisl, Uil e Snals accettino anche tutte le altre richieste dell’USB presenti nella piattaforma contrattuale:
– aumento di 300 euro netti al mese;
– equiparazione dei diritti normativi ed economici del personale a tempo determinato a quelli del personale a tempo indeterminato;
– rifiuto della legge Brunetta e rigetto dell’ipotesi che formazione e valutazione entrino nel contratto;
– allargamento di tutti i diritti contrattuali e determinazione degli stessi nelle more della contrattazione collettiva nazionale per sottrarli alla discrezionalità dei presidi;
– un dettagliato mansionario per il personale ATA da inserire nel contratto;
tutti i punti già espressi nella nostra piattaforma contrattuale (www.scuola.usb.it).
Dove si troveranno i soldi per gli aumenti dovuti che spettano al personale della scuola? Distribuendo i soldi del bonus a tutti i docenti e il personale ATA, tagliando gli aumenti stipendiali previsti per i dirigenti scolastici, le cui somme vanno dimezzate e distribuite a tutti i lavoratori della scuola. Tutto questo non sarà però sufficiente senza un piano serio di investimenti che riporti la scuola, insieme a tutto il lavoro pubblico, al centro della spesa e degli interessi dello Stato.

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