Un’ora di latino alle medie? La proposta è del PdL

di
ipsef

red – L’On. Centemero, responsabile scuola del Partito delle Libertà, ha presentato una risoluzione che punta all’inserimento nel curriculum delle scuole secondarie di primo grado almeno un’ora di latino.

red – L’On. Centemero, responsabile scuola del Partito delle Libertà, ha presentato una risoluzione che punta all’inserimento nel curriculum delle scuole secondarie di primo grado almeno un’ora di latino.

Il latino, dice il testo della risoluzione, è tutt’altro che una lingua morta "è di tutta evidenza quanto la lingua italiana sia permeata dalla tradizione latina che la sorregge". Basta guardare alle "terminologie medico-scientifica e giuridica, le dotte citazioni del nostro patrimonio letterario, talune espressioni che costantemente vengono veicolate dai moderni mezzi di comunicazione e persino il linguaggio quotidiano, attingono ad essa".

Ma a questo patrimonio non fa "speculum" un adeguato tempo "riservato allo studio della lingua latina nelle nostre scuole". Esso, infatti, è previsto come disciplina curriculare solamente negli indirizzi classico-umanistici delle scuole secondarie di secondo grado. Nelle scuole secondarie di primo grado", "invece, – scrive la Centemero – accade che solo alcuni istituti scolastici riservino al latino qualche frammento dell’orario settimanale e comunque solo allo scopo di preparare quegli studenti che intendono proseguire il loro percorso formativo optando per gli indirizzi superiori umanistici".

Quali i risvolti positivi ipotizzazati dalla risoluzione in termini di didattica e apprendimento? "Appare di tutta evidenza che per apprendere le logiche e le regole della grammatica italiana non si può prescindere dalla conoscenza di quelle della grammatica latina. Applicando lo stesso criterio, lo studente iniziato al latino è inevitabilmente portato ad avere un bagaglio lessicale più ampio e ad esprimersi meglio". Ma viene avanzata anche una importanza sotto il profilo sociale, "infatti – leggiamo dalla risoluzione – in un momento di grave disarticolazione culturale e linguistica come quello attuale, caratterizzato dall’uso diffuso di slang e da preoccupanti lacune lessicali riscontrabili anche a livello universitario, la riscoperta e la valorizzazione dell’impostazione della «lingua dei padri», che è basata su un’organizzazione logica dell’uso dei tempi e dei modi verbali favorirebbe certamente la maturazione nei giovani di quelle precondizioni necessarie per poter organizzare la loro struttura mentale e quindi anche il loro futuro".

Infine, sempre sotto il profilo sociale "un latino riservato solo a pochi studenti potrebbe produrre un pericoloso effetto di discriminazione sociale, dando l’idea della separazione degli studenti tra comunità elitaria e grande massa".

Queste le motivazioni di base che sottendono la richiesta al Governo di attuare iniziative perché lo studio della lingua latina torni a far parte del curriculum delle scuole secondarie di primo grado almeno nella misura di un’ora settimanale.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief voglioinsegnare