Uno studente su quattro alle medie assume psicofarmaci per ansia

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red – La notizia è stata diffusa Dipartimento di Salute pubblica dell’Università di Torino, a seguito di una ricerca svolta sugli studenti piemontesi. Difficoltà da parte dei giovani di reggere l’asia da interrogazione o da compito in classe. Il problema non sta nella scuola o negli equilibri psicologici degli studenti, ma nel modo in cui si propone la risoluzione di un normale stato emotivo.

red – La notizia è stata diffusa Dipartimento di Salute pubblica dell’Università di Torino, a seguito di una ricerca svolta sugli studenti piemontesi. Difficoltà da parte dei giovani di reggere l’asia da interrogazione o da compito in classe. Il problema non sta nella scuola o negli equilibri psicologici degli studenti, ma nel modo in cui si propone la risoluzione di un normale stato emotivo.

"I dati, relativi a 600 bambini, sono ancora preliminari – ha spiegato Roberta Siliquini, ordinario di Igiene nell’ateneo piemontese -. A fine autunno la ricerca si concluderà e avremo a disposizione i dati su 2000 studenti". Ma già è stato messo in evidenza che "una percentuale rilevante di bambini ha assunto almeno una volta nella vita un farmaco antidepressivo, spesso su proposta dei genitori o a volte come tentativo fra amici. A questi giovanissimi, dunque, viene proposta la risoluzione dei problemi per mezzo di sostanze esterne".

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