Uno psicologo che affianchi lavoro docenti contro stress e disagio studenti, perplessità sul tavolo tecnico al MIUR

di Vittorio Lodolo D'Oria
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Il 31luglio è stata resa nota dalla stampa di settore la notizia secondo cui il sottosegretario Vito De Filippo ha deciso di costituire un tavolo tecnico per affrontare due piaghe della scuola avvalendosi del concorso di numerose associazioni di psicologi.

L’iniziativa, di per sé apparentemente buona, suscita invero numerose perplessità che inducono, nel lettore attento, il sospetto di idee poco chiare sulla materia da trattare, se non addirittura di discutibili secondi fini. Analizziamo i contenuti della lettera di convocazione ed evidenziamone le incongruenze.

  1. Tra gli invitati al tavolo risultano alcune tra le maggiori sigle sindacali della scuola (CGIL, SNALS, GILDA) mentre ne mancano, stranamente, altre assai importanti per rappresentatività come CISL e UIL oltre alle associazioni dei dirigenti scolastici l’ANDIS, DISAL etc..
  2. Compito degli psicologi – secondo il sottosegretario – sarebbe quello di “valorizzare e accompagnare al meglio l’impegno del personale scolastico in azioni di contrasto a tutti quei fenomeni di disagio che hanno un primo e visibile riscontro oggettivo nello scarso impegno scolastico, nell’abbandono scolastico e nel bullismo”. Dunque la funzione didattica degli insegnanti deve essere compiutamente affiancata da quella educativa e “rieducativa” secondo i canoni che la Psicologia detterà.
  3. Per essere ancora più espliciti, il sottosegretario De Filippo scrive che “L’ambito scolastico è, insieme e forse più di quello familiare, il principale contesto di sviluppo cognitivo, affettivo e sociale dei minori, che plasma, profondamente, la personalità dei futuri cittadini. In questo ambito la scuola è chiamata a promuovere lo sviluppo di tutte quelle abilità atte a favorire il raggiungimento di elevati standard cognitivi dei minori. Il processo didattico, da solo, non è sufficiente se non è accompagnato da un compiuto sviluppo della personalità del minore e di una adeguata coscienza civile”.
  4. Considerate le premesse vale la pena guardare le figure della Psicologia cui il sottosegretario affida il delicato compito di preparare i docenti a “sviluppare la personalità dei minori e una adeguata coscienza civile”. Guarda caso il primo psicologo destinatario della lettera di De Filippo è il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Fulvio Giardina, che (da un comunicato stampa del 30.07.15) “… è stato nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, membro del Comitato scientifico sulle tematiche LGBT. Comitato con il compito di fornire una validazione scientifica dei contenuti del Portale LGBT, favorendo il confronto, lo scambio e la divulgazione delle conoscenze e dei saperi scientifici delle tematiche LGBT. L’idea di creare uno staff di lavoro su questi argomenti è nata dopo l’istituzione del Portale, con il quale si intende prevenire le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, assicurare una corretta informazione, affidabile e scientifica”. Ciascuno trarrà le proprie conseguenze, ma a noi basta ricordare che proprio il 31 luglio scorso (giorno in cui usciva la notizia del tavolo tecnico sulla stampa specializzata), il ministro Fedeli riceveva al MIUR quattro associazioni pro-family (Non si tocca la famiglia; Generazione famiglia; Comitato articolo 26; Provita) che chiedevano (e ottenevano) rassicurazioni rispetto al contenimento della pervasiva educazione gender-friendly nella scuola. Che si tratti semplicemente di mancato coordinamento tra ministro e sottosegretario?
  5. Viene ora da chiedersi cosa c’entri in tutto ciò lo Stress Lavoro Correlato (SLC). Pur rileggendo più volte la missiva di De Filippo, non si riesce a trovare alcuna spiegazione, mentre appare evidente la formazione che si intende operare sui docenti già stracarichi di incombenze. Il termine SLC appare per ben due volte nella lettera ma non si fa alcun cenno alla sua definizione, alla prevenzione e ai suoi effetti sui lavoratori. Il sottosegretario infatti sembra non sapere che le patologie professionali accertate nei collegi medici per l’inidoneità all’insegnamento (CMV) presentano una diagnosi psichiatrica (medica e non psicologica) nell’80% dei casi. Eppure nessun medico del lavoro o psichiatra è stato invitato al tavolo tecnico. Viene da pensare che lo SLC sia usato come specchietto per le allodole col preciso intento di fare altro (dare lavoro ai troppi psicologi disoccupati) o semplicemente come cavallo di Troia insieme a bullismo, discriminazioni e altri affascinanti argomenti per fornire ulteriori aperture all’ideologia gender avversata dalle famiglie.
  6. Ad aumentare la confusione notiamo che tra i convocati vi è pure lo psicologo Mario Sellini (presidente AUPI regione Calabria) che, a sua volta, ha raggiunto pochi mesi fa un accordo col Garante per l’Infanzia della stessa regione per agevolare visite psicologiche obbligatorie ai docenti. Siffatto accordo tra i due, si noti bene, è stato ottenuto senza alcuna consultazione con i diretti interessati (cioè gli insegnanti), né le loro rappresentanze. Viene inoltre da chiedersi se il Garante per l’Infanzia non debba occuparsi di bambini piuttosto che stabilire percorsi di diagnosi, cura e prevenzione di professionisti ultracinquantenni quali sono oggi la maggior parte degli insegnanti.
  7. A ribadire infine l’assoluta disomogeneità degli intenti della lettera è la chiosa finale della lettera di convocazione: Ulteriore compito di questo tavolo è la verifica degli attuali livelli di formazione accademica degli iscritti ai corsi di laurea in Psicologia, dei contenuti e della durata della formazione post laurea, anche alla luce delle problematiche emergenti, in un contesto interdisciplinare e di dialogo con le discipline filosofiche e umanistiche”. Il vero fine del tavolo tecnico (“Tavolo tecnico per la Psicologia nel sistema formativo”) è pertanto quello di aprire il mondo della Scuola all’ingresso della Psicologia, mentre il contrasto al disagio giovanile (bullismo, abbandono, comportamenti a rischio etc) e allo Stress Lavoro Correlato (SLC) rappresentano il pretesto per raggiungere l’obiettivo primario anzidetto. Conferma ne sia l’invito indirizzato alle tante associazioni di psicologi convocate.

Conclusioni

Quale dunque il vero obiettivo del tavolo tecnico:

  • Creare posti di lavoro per gli psicologi nella scuola?
  • Rivisitare la formazione accademica degli psicologi in vista del loro ingresso a scuola?
  • Prevenire bullismo e abbandono precoce degli studi da parte dei giovani?
  • Prevenire le discriminazioni e aprire all’ideologia gender nella scuola?
  • Affrontare lo SLC dei docenti come già previsto dalla inapplicata legge (art.28 DL 81/08)?
  • Tutti insieme gli obiettivi sopra citati?

Per chi, come il sottoscritto, nutriva delle speranze sul fatto che finalmente il MIUR si sarebbe attivato per tutelare la salute dei docenti, la delusione è cocente. Gli obiettivi tra loro inconciliabili, i target disomogenei (studenti, insegnanti, psicologi) e il sospetto di un secondo fine, lasciano sul tavolo tutti i problemi irrisolti.

Ben altri interventi occorrono per affrontare lo SLC, a cominciare dagli studi epidemiologici di cui possediamo inutilmente i dati che non vengono elaborati (Ufficio III del Ministero Economia e Finanze); la definizione di malattie professionali dei docenti; il finanziamento e l’attivazione dei programmi di prevenzione a partire dalla formazione; lo studio di percorsi di cura e reinserimento al lavoro di coloro che sono stati vittima del burnout.

In questo scampolo di legislatura ancora rimasto occorrono più che mai idee chiare e onestà dei governanti, soprattutto dopo l’amara esperienza della “Buona Scuola”.

Stiamo invece chiudendo con una commedia alla De Filippo.

www.facebook.com/vittoriolodolo

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