Università, UDU: chiediamo finanziamenti e misure straordinarie

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Comunicato UDU – Questa mattina leggiamo sulle pagine de ‘La Stampa’ un’intervista al Ministro Manfredi che spiega in parte come il ministero sta pensando di affrontare la ripresa dopo la crisi sanitaria, in particolare l’inizio del prossimo anno accademico, che potrebbe vedere una forte contrazione di iscritti all’università, e la parziale ripresa delle attività all’interno degli atenei.

“Dal Ministro Manfredi ci aspettiamo risposte chiare e soprattutto misure immediate che rispondano alle difficoltà che hanno gli studenti – spiega Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari – Di fronte a un grosso rischio come il crollo delle nuove iscrizioni all’università a causa della crisi economica, vediamo favorevolmente la proposta annunciata sulla stampa di alzare il limite della NoTax Area, la soglia reddituale sotto la quale non si è tenuti al pagamento delle tasse universitarie. Tuttavia ancora non si parla di numeri. Chiediamo che la soglia venga innalzata almeno a 28.000€ di ISEE, stesso valore previsto per l’accesso alle borse di studio, e che questa misura non sia spot, perché da sola non è sufficiente: il problema del sottofinanziamento dell’università va affrontato in termini generali.”

“C’è bisogno di rifinanziare in maniera sostanziale il Fondo di Finanziamento Ordinario – continua Gulluni – Gli atenei erano in difficoltà anche prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria e la crisi coronavirus non ha fatto altro che accentuare tutte le difficoltà e le disparità del nostro sistema universitario. Inoltre sono necessari massicci finanziamenti anche per il Fondo Integrativo Statale per il diritto allo studio, per ampliare la platea degli studenti che possono ricevere le borse di studio e quindi alzare le soglie di reddito, come da indicazione nazionale fissate attualmente a 23.000€ di ISEE e 50.000€ di ISPE.”

“Leggiamo inoltre della volontà di lasciare la totale autonomia decisionale agli atenei rispetto alle modalità di ripresa delle attività per la prossima sessione estiva – continua Gulluni – È giusto che gli atenei possano decidere in autonomia, ma è necessario dare delle chiare indicazioni su modalità e tempistiche per tutti gli atenei per garantire a tutti gli studenti le stesse opportunità. Le nostre Università hanno un gran numero di studenti fuori sede, e annunciare la ripresa parziale di alcune attività in presenza in alcune università, mentre sono ancora in atto pesanti limitazioni dei trasporti, rischia di creare forti disparità tra la popolazione studentesca. ”

“Nell’intervista il Ministro conferma i test d’ingresso nazionali per settembre – continua Gulluni – Apprezziamo che non si parli più di farli online, anche se questa eventualità resta aperta per i test d’ingresso locali, ma pensiamo che invece sia il momento di ripensare completamente il sistema di accesso all’università pubblica per andare verso un superamento del numero chiuso. Soprattutto in questo momento in cui rischiamo il crollo delle immatricolazioni, si tratta di una grossa contraddizione parlare di possibile calo di iscrizioni e al contempo confermare tutti i test per il numero chiuso alle università.”

“Il Ministero e il Governo continuano a non dare risposte ai bisogni più urgenti degli studenti – conclude Enrico Gulluni – Non una parola sul problema degli affitti agli studenti fuori sede, nulla sulla questione degli studenti che rischiano di non riuscire a confermare la borsa di studio a causa degli esami che in alcuni casi non hanno potuto sostenere, e ancora nessun pronunciamento sul fatto che tantissimi studenti in questo momento hanno problemi ad accedere ai libri e in generale al materiale didattico per poter studiare o scrivere la propria tesi di laurea. Leggiamo in compenso che verranno stanziati ulteriori 70 milioni di euro per potenziare le strutture informatiche degli atenei. Una misura necessaria ma non sufficiente se si considera che ancora oggi tantissimi studenti fanno fatica a usufruire dei servizi online per mancanza di buone connessioni alla rete o anche talvolta degli strumenti tecnologici per farlo: a queste persone vanno date delle risposte. Vogliamo risposte chiare e puntuali alle esigenze degli studenti, nessuno deve essere lasciato indietro!”

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