Abolizione tesi di laurea, il voto potrebbe dipendere solo da esito degli esami

di Elisabetta Tonni
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La tesi di laurea alla fine del triennio all’Università di Torino, dipartimento di Culture, politica e società, potrebbe diventare un lontano ricordo. L’abolizione della prova finale, incubo e soddisfazione di ogni studente, non sarebbe opera di giovani ‘ribelli’, ma un’ipotesi del Dipartimento come conseguenza della mancanza di docenti con cui formare le commissioni esaminatrici.

Ad ammetterlo, come riferisce ItaliaOggi, è lo stesso Ateneo che per il 18 aprile ha inserito la proposta nell’ordine del giorno del Consiglio. L’idea di eliminare la tesi non piace ai laureandi che, il 16 aprile, due giorni prima del Consiglio del dipartimento si riuniranno in assemblea per scambiarsi idee e opinioni al riguardo.

La tesi di laurea contribuisce alla votazione finale e spesso consente di alzare la media fino al massimo della valutazione e alla lode eventuale. Se la tesi dovesse scomparire, il voto finale risulterebbe dalla media dei voti ottenuti negli esami del triennio. Ma la di là dei numeri sul libretto, viene criticata la privazione per lo studente del primo contesto di ricerca e approfondimento su un argomento specifico.

Esistono tuttavia altre ipotesi allo studio. Una di queste, per esempio, è rendere obbligatoria la presenza a un paio di sessioni l’anno per ogni docente del dipartimento, già ex facoltà di Scienze Politiche da cui uscirono menti illustri, come Luigi Einaudie il suo allievo Norberto Bobbio.

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