Università, sì a passaggio a facoltà con numero chiuso senza test di accesso. Ordinanza Consiglio di Stato

di redazione

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La vexata quastio del numero chiuso delle facoltà che preparano alle professioni sanitarie approda al Consiglio di Stato grazie ad un giovane studente di Chieti.

Nello scorso febbraio il Tar di Pescara aveva accolto il ricorso presentato dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia del foro di Avezzano ammettendo lo studente chietino che domandava di passare dal Corso di Scienze Motorie (facoltà non a numero chiuso) a Fisioterapia, che prevede l’accesso unicamente previo superamento del test.

L’ordinanza del Tar pescarese si presentava da subito particolarmente interessante, in quanto assumeva due profili inediti: il primo relativo al fatto che “la segreteria studenti – dichiarava il Collegio giudicante – appare incompetente (in favore del Consiglio del corso) al pieno esame della domanda del ricorrente, che mira anche al riconoscimento di alcuni crediti formativi in conseguenza del passaggio tra corsi di studi diversi”; il secondo perché la pronuncia si spingeva oltre il mero riconoscimento del diritto ad occupare posti vacanti, stabilendo che “l’Università non pare legittimata a eliminare tutti i posti riservati al passaggio da altri corsi, dando assoluta prevalenza allo scorrimento della graduatoria del test di accesso, che è solo uno dei possibili canali di ingresso al corso di studi”.

Il Consiglio di Stato ha ora ratificato l’interpretazione del Tar di Pescara, ponendo un punto fermo in una tormentata vicenda che finiva per acquisire i contorni di un caso nazionale, come documentato dalla partecipazione al giudizio di appello dell’Associazione Italiana dei Fisioterapisti, che si costituiva nella fase di appello, con l’avvocato Lorenzo Lamberti, per sostenere le ragioni dell’Università e riaffermare la necessità del superamento del test per l’ammissione ai Corsi di Fisioterapia.

La competente Commissione didattica ha ammesso lo studente al Corso di Fisioterapia e la segreteria didattica lo ha iscritto con riserva.

La notizia del rigetto dell’appello da parte del Consiglio di Stato schiude ora uno scenario del tutto favorevole allo studente nella direzione di stabilizzare gli effetti dell’ordinanza del Tar. Spiega tale passaggio l’avvocato Salvatore Braghini, il quale, pur ammettendo che la riserva continuerà fino al 22 novembre 2019, quando si terrà l’udienza per la trattazione del merito, osserva altresì che “l’orientamento delle due sezioni del Tar regionale abruzzese (L’Aquila e Pescara) sembra essere ormai più che consolidato nel favorire il transito ai Corsi ad accesso programmato in presenza di posti non assegnati agli studenti stranieri”.

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