Università, Rampelli (FdI): no a didattica a distanza, docenti e studenti tornino in aula

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“La didattica a distanza dev’essere considerata una estrema ratio emergenziale. Può essere anche uno strumento complementare, sicuramente utile, ma non sarà mai un sostituto della didattica e dell’insegnamento come lo abbiamo conosciuto sin dalle origini”

“Il rapporto tra docente e discente, utile sia all’uno che all’altro, il confronto tra studenti, la calendarizzazione delle lezioni e degli esami, l’obbligo di un sistema organizzativo che impone la frequenza, l’ascolto, la condivisione, sono tutte condizioni indispensabili che fanno delle università un luogo dove non solo s’insegna e s’impara in un vicendevole scambio di ruoli anche inconsapevole e involontario, ma che prepara alla vita. Tutte gli entusiasmi relativi alla ‘dad’ quindi si possono condividere soprattutto alla luce dello sforzo fatto per superare l’impreparazione tecnologica, ma guai a considerarla il futuro dell’Università. Non si approfitti di questo momento per distrarre risorse economiche alle strutture fisiche delle università, aule, impiantistica, biblioteche e laboratori, e per dematerializzare la frequenza. Mi auguro che professori e studenti facciano fronte comune contro questa possibilità. Il governo crei le condizioni per un rientro in autunno”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Università Gaetano Manfredi.

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