Università. M5S: test medicina lasceranno fuori numerosi candidati, intanto il business dei corsi di preparazione prolifera

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“Anche quest’anno si ripete lo scempio dei test d’ingresso di medicina. Anche quest’anno la gran parte delle candidature non saranno ammesse perché si risponde al criterio della disponibilità degli atenei e non al fabbisogno nazionale, che dovrebbe essere il vero parametro di riferimento.

Nel frattempo però il business dei corsi di preparazione prolifera e ci troveremo nuovamente alle prese con numerosi ricorsi. Insomma, ancora una volta al diritto allo studio viene sbattuta la porta in faccia e il ministro Giannini, a oltre due anni dal suo insediamento, non ha ancora mosso un dito”.

Così i parlamentari M5s in commissione Cultura di Camera e Senato.

“Ricordiamo che il M5S ha depositato una Proposta di Legge, a prima firma del deputato Francesco D’Uva, che ha l’obiettivo di regolarizzare l’accesso ai corsi di medicina e alle specializzazioni. In particolare, la proposta prevede di rimodulare il sistema di accesso ai corsi di medicina, prevedendo che i test però avvengano solo al termine del primo anno di studi universitari. Proponiamo inoltre di innalzare il numero dei posti disponibili e delle borse di studio.

A fronte di una situazione palesemente discriminatoria e incostituzionale dal Ministero dell’Istruzione non è mai giunto alcun segnale per cambiare un sistema che taglia le gambe in partenza al progetto di vita di tanti nostri giovani”.

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