Università. LN, Ministro istruzione si esprima su patrocinio ateneo di Udine a FVG PRIDE

di redazione
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“Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare a firma del capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga, per chiedere al ministro dell’Istruzione di prendere posizione in merito al patrocinio concesso dal rettore dell’Università di Udine, Alberto Felice De Toni, al Fvg Pride – in programma il 10 giugno prossimo – il cui sito parla a chiare lettere di “manifesto politico”.

Lo annuncia Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord. “Dopo la Festa dell’Unità in ateneo – spiega Pittoni – autorizzata e promossa da De Toni nel 2015, l’impressione è che proseguano le prove tecniche di sdoganamento dell’idea di consegnare ai partiti il controllo del sistema universitario. Con l’interrogazione domandiamo al ministro Valeria Fedeli non solo di pronunciarsi in ordine all’ipotesi di violazione di una serie di norme, che vanno dalla legge nazionale 240/2010 a Statuto, Codice etico e Disciplinare di ateneo, per il patrocinio concesso al Fvg Pride, manifestazione “politica” per ammissione stessa degli organizzatori, ma anche se il ministro “intenda rendersi disponibile a ribadire l’alto dovere politico e morale di preservare da attenzioni improprie la credibilità e l’autorevolezza dell’Università di Udine e dell’istituzione universitaria in generale”.

Testo dell’interrogazione:

Premesso che:
dovrebbe costituire regola comune la salvaguardia dei principi di libertà, indipendenza e imparzialità dell’Università pubblica, visto che la legge nazionale n. 240/2010, all’articolo 1, comma 1, stabilisce che “le università sono sede primaria di libera ricerca e di libera formazione…”, sancendo inoltre all’articolo 2, comma 1, l’attribuzione al rettore della “responsabilità del perseguimento delle finalità dell’università…”;
anche lo Statuto dell’Università di Udine all’articolo 1, comma 1, sottolinea che “l’Università degli Studi di Udine… è sede primaria di libera ricerca e libera formazione… contribuendo con ciò allo sviluppo civile, culturale, sociale ed economico del Friuli”. E lo stesso Codice etico di ateneo nel Preambolo afferma che “ricerca, didattica e studio debbono essere esercitate in uno spirito di libertà, intesa come indipendenza da qualsiasi pregiudizio o condizionamento ideologico”. Inoltre all’articolo 1, comma 2, si parla di “imparzialità razionale rispetto a tutte le prospettive culturali, religiose, politiche e scientifiche” e all’articolo 11, comma 1, si afferma che “l’utilizzo del nome e del logo sono consentiti esclusivamente per scopi istituzionali”, cioè appunto per libera ricerca e libera formazione;
l’Università di Udine ha concesso il patrocinio al Fvg Pride, in programma il 10 giugno 2017, il cui sito parla a chiare lettere di “manifesto politico”;
Considerato che:
affermare che l’Università di Udine concede il patrocinio al Fvg Pride “in quanto sede di libera ricerca e formazione”, come ha fatto il Rettore dell’ateneo Alberto Felice De Toni, distorce il senso dell’articolo 1 della legge nazionale sull’Università piegando la struttura a interessi di partito (il Pd), lo stesso peraltro ospitato nel 2015 dall’ateneo friulano per una sua manifestazione, primo caso in Italia;
l’articolo 2 dello Statuto dell’Università di Udine prevede che si perseguano le finalità istituzionali dell’ateneo ispirandosi al principio di “pluralismo”. L’Università deve cioè astenersi dallo schierarsi pro o contro posizioni di tipo valoriale e ideologico-politico, come invece avviene approvando (attraverso il patrocinio) valori di una minoranza che altri possono non condividere,
l’interrogante chiede di sapere:
se il Ministro intenda rendersi disponibile a chiarire la propria posizione in ordine all’ipotesi di mancato rispetto delle norme sopracitate nell’azione del Rettore dell’Università di Udine, in riferimento al patrocinio concesso al Fvg Pride, manifestazione “politica” per ammissione stessa degli organizzatori;
se il Ministro intenda rendersi disponibile a ribadire l’alto dovere politico e morale di preservare da attenzioni improprie la credibilità e l’autorevolezza dell’Università di Udine e dell’istituzione universitaria in generale.

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